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Le Regioni che cambiano colore oggi: torna il lockdown per zone. Toscana, Giani: "Casi in aumento, vanno frenati"

Le varianti, brasiliana in primis, fanno segnare l'ascesa dei contagi in particolari zone d'Italia come le province di Perugia e Chieti, che potrebbero finire in zona rossa. In Toscana nuovi positivi in aumento, il governatore: "Maggiore mobilità crea più opportunità di contagio"

Oggi è il giorno della verità per la Regione Toscana che, nonostante l'incremento nei contagi giornalieri registrato nel corso della settimana passata, ambisce a restare in zona gialla, con possibilità di apertura al pubblico fino alle 18 per ristoranti e bar e la mobilità garantita in tutta il territorio regionale per i residenti, fatte salve le ore notturne (22-5). Per la conferma, però, occorre attendere il via libera della cabina di regia Benessere Italia che, in base al report dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute sull'emergenza coronavirus nelle regioni italiane, stilerà eventuali variazioni su zona rossa, arancione e gialla in Italia. Particolarmente delicata risulta la situazione nell vicina Umbria, con il possibile ritorno del lockdown per almeno una parte della regione, duramente colpita dalla variante brasiliana del virus.

Zona rossa, arancione e gialla: la situazione ad oggi, venerdì 5 febbraio

Zona gialla: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto;   

Zona arancione: provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria;

Area rossa: nerssuna regione o provincia autonoma.

I possibili cambi di colore, le varianti del virus e il lockdown di zona

Oggi arriverà il monitoraggio settimanale e il Corriere della Sera scrive che le regioni in zona arancione come Puglia e Sardegna potrebbero approdare in zona gialla. In Italia comunque arriveranno presto le micro zone rosse a causa dei focolai creati dalle varianti del virus. Due province potrebbero finire in lockdown: Perugia e Chieti.  L’Istituto superiore di Sanità - argomenta Today - ha chiesto al Cts di «validare» la chiusura di due aree in Umbria e Abruzzo dove si stanno riscontrando rispettivamente diversi casi di infezione da variante brasiliana e inglese. Intanto, ieri sera la Provincia autonoma di Bolzano ha reso noto che l’Alto Adige già da lunedì tornerà in lockdown per tre settimane con chiusura dei negozi, Dad e divieto di spostamento tra comuni. L'Umbria potrebbe diventare zona rossa anche se i numeri per ora non indicano la necessità di un cambio d'area. E questo proprio a causa della diffusione della variante brasiliana. Anche l'Abruzzo è in bilico per lo stesso motivo.Potrebbero essere individuate due zone rosse ma non su base regionale: una in provincia di Perugia, l’altra ai confini delle province di Chieti e Pescara. "C’è il timore che ciò che si sta vedendo in Abruzzo e in Umbria sia solo l’anticipazione di ciò che sta arrivando nel resto d’Italia", dice Today.

Chi resta dello stesso colore

Non dovrebbe cambiare colore il Friuli-Venezia Giulia: rimarrà in zona gialla. L'Emilia-Romagna - prosegue Today - viaggia verso la conferma in zona gialla per la seconda settimana di seguito, con dati che confermano una curva dell'epidemia in lieve ma costante calo negli ultimi giorni, specie sui ricoveri. Stesso discorso per Veneto e Lazio. 

L'incremento dell'indice

Ieri il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe ha evidenziato che nell'ultima settimana è risalito l'incremento dei nuovi casi in 9 regioni e in 5 si registra un aumento dell'incidenza su 100mila abitanti. Una delle nove è la Campania e la regione sta valutando un nuovo stop per le lezioni in presenza, che sono riprese solo il 1 febbraio. Le altre sono Abruzzo, Liguria, Molise, Piemonte, Trento, Bolzano, Toscana e Umbria. I maggiori incrementi sono a Bolzano (+10,1%), Molise (+6,1%), Umbria (+6%), Trento (+5,1%).

Il caso Toscana, Giani: "Serve responsabilità"

Come già detto, per la Toscana ci sono casi in aumento. Ieri si è registrato il picco di nuovi positivi giornalieri da due mesi a questa parte. Ma per un'altra settimana almeno la Toscana dovrebbe resistere in zona gialla. "Indubbiamente è un campanello d'allarme, perché 760 contagi rispetto ai 550 del giorno prima lo sono, è quello che vediamo: noi siamo stati quattro settimane in zona gialla, e sicuramente la maggiore mobilità poi crea più opportunità di contagio", è il commento del governatore Eugenio Giani che osserva: "Siamo stati quattro settimane in zona gialla: può darsi che rimaniamo in giallo anche la prossima, però negli ultimi giorni abbiamo riscontrato un aumento, non straordinario, ma indubbiamente un aumento dei contagi c'è stato, è evidente che dobbiamo frenarlo attraverso i nostri comportamenti individuali".

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