Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Famiglia percepiva il reddito di cittadinanza da 2 anni, ma gestiva in nero un'attività di raccolta di rifiuti

Sono stati i Finanzieri a scoprire la frode. Due persone - marito e moglie - sono stati denunciati. Anche l'attività di raccolta di rifiuti era irregolare: non aveva le autorizzazioni

Da oltre due anni un interno nucleo familiare percepiva il reddito di cittadinanza,  ma il capofamiglia svolgeva una fiorente attività imprenditoriale di raccolta di rifiuti anche ferrosi, completamente “in nero” e senza alcuna autorizzazione. A fare emergere questa situazione sono stati, grazie ad accurate indagini, i militari della Guardia di Finanza. 

"Gli accertamenti fiscali - affermano le Fiamme gialle - hanno consentito di ricostruire redditi sottratti a tassazione, dall’anno 2016 in poi, per circa 120mila euro, nonché di avviare, in stretta sinergia e con uno scambio informativo con l’Inps competente, le procedure di revoca e di recupero delle somme indebitamente percepite, pari ad oltre 12mila euro, a titolo di reddito di cittadinanza".

A compiere gli accertamenti sono stati i Finanzieri della Tenenza di Poppi, coordinati dal Gruppo di Arezzo, che da tempo sono  impegnati nel contrasto degli indebiti accessi a prestazioni assistenziali. 
L’illecita attività, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe consentito all’imprenditore "di mantenere un buon tenore di vita, acquistare un’autovettura di grossa cilindrata, sostenere gli studi universitari dei propri figli, con alloggio fuori provincia, ed acquistare una casa nel centro di Bibbiena, pur beneficiando dell’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare".
Nelle dichiarazioni sostitutive presentate per ottenere il reddito di cittadinanza, invece, la moglie dell’imprenditore dichiarava che il nucleo familiare era privo di reddito e di patrimonio immobiliare. Ed è per questo che entrambi sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, per violazione del decreto legge istitutivo del reddito di cittadinanza, che sanziona tale comportamento, con la reclusione da due a sei anni.
Ma i guai per l’imprenditore non sono finiti; è stato, infatti, denunciato alla Procura di Arezzo anche per violazione del Codice dell’Ambiente: era infatti sprovvisto delle autorizzazioni, per l'attività organizzata di raccolta di rifiuti.

"Il servizio - spiega la Guardia di Finanza -  testimonia l’approccio multidisciplinare e trasversale dell’attività istituzionale del Corpo, tesa a contrastare i fenomeni illeciti, con particolare attenzione all’indebito accesso ai benefici assistenziali ottenuti da chi non ne ha titolo, che genera un danno per le casse pubbliche e, soprattutto, per le persone che ne hanno effettivamente diritto e necessità".

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