Cronaca

Re della truffa di nuovo di fronte al giudice: rinvio a giudizio per un raggiro da un milione e mezzo di euro

Si sarebbe fatto passare per un ricco avvocato, rampollo di una grande famiglia di industriali, e avrebbe offerto il suo aiuto per fare una serie di investimenti ad un imprenditore in difficolta. Ma alla fine l'imprenditore lo ha denunciato

E' stato scoperto dopo aver truffato un altro imprenditore. Il re dei raggiri Roberto Meocci torna di fronte al giudice: insieme alla compagna, alla madre della donna e al suo storico autista e factotum l'aretino sarà sul banco degli imputati il prossimo 16 gennaio. E' stato infatti rinviato a giudizio questa mattina dal gup di Arezzo.

Meocci è accusato di una serie di reati che vanno dalla truffa aggravata alla sostituzione di persona, fino all'appropriazione indebita. Il raggiro per il quale è finito nuovamente di fronte alla giustizia sarebbe stato perpetrato ai danni di un imprenditore lombardo. Secondo gli inquirenti la truffa avrebbe raggiunto oltre un milione di euro. 

Il 55enne originario della Valdichiana senese ma residente ad Arezzo si sarebbe presentato come rampollo di una ricca famiglia di industriali. Auto di lusso, abiti eleganti, eloquio forbito sarebbe riuscito ad irretire un imprenditore lombardo che aveva avuto alcune difficoltà e che si sarebbe affidato all'uomo per cercare di risollevare la sua sorte. Da quanto trapelato dalle indagini, in meno di un anno e mezzo però l'imprenditore avrebbe versato a più riprese oltre un milione e mezzo di euro, ai quali si sarebbero aggiunti orologi preziosi per circa 40 mila euro.  

Alla fine però l'imprenditore si sarebbe reso conto che tutti quei soldi, che credeva di aver investito grazie all'aiuto del 55enne, non avrebbero mai dato i loro frutti. Anzi, non sarebbero nemmeno mai tornati indietro. E così si è rivolto alle forze dell'ordine.

Solo so scorso febbraio Meocci era stato arrestato anche lo scorso febbraio: è accusato di aver raggirato i titolari di un noto locale aretino. Qualificandosi come avvocato avrebbe proposto ai due la vendita del locale ad alcuni finanziatori cinesi. Un affare che sarebbe stato possibile grazie all'intermediazione di tre professionisti milanesi che lui era in grado di presentargli. Ai due imprenditori la proposta era probabilmente apparsa come un vero e proprio colpo di fortuna, perché era stato paventato loro di poter vendere il locale (un bar pasticceria molto conosciuto ad Arezzo, soprattutto per i suoi celebri aperitivi) per la bellezza di un milione e mezzo di euro. In realtà era un inganno e appena gli imprenditori se ne sono resi conto lo hanno denunciato.

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