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Le rapine della baby gang: in tre denunciati per 4 episodi, avevano ancora le scarpette rubate

Le scorribande a cui si riferiscono le indagini riguardano quattro rapine a danni di ragazzini che la baby gang aveva messo in atto sabato 20 gennaio

Furono ben quattro le rapine messe in atto la sera del 20 gennaio ai danni di alcuni ragazzini. È questo uno degli elementi che emerge dalle indagini portate avanti dagli investigatori della squadra mobile della Questura di Arezzo diretto da Sergio Leo. Gli autori sono stati individuati nel corso di un mese di ricerche minuziose. Nella giornata di ieri la polizia ha eseguito un'ordinanza nei confronti di un 19enne. Denunciati anche 2 minorenni. I tre avrebbero agito in concorso negli episodi avvenuti in centro storico quella sera,  mentre nel quarto, avvenuto prima, è stato appurato che solo il maggiorenne avrebbe messo in atto la rapina.

Le rapine violente

Ogni volta sono stati presi di mira ragazzini di età più piccola, 13enni, 14enni, ai quali con fare minaccioso e violento è stato intimato di consegnare capi di abbigliamento o soldi. Nei casi raccontati nelle ore successive al 20 gennaio un 14enne era stato accerchiato e gli erano stati rubati il giubbotto, la felpa e anche le scarpe. In maniche corte e scalzo aveva raggiunto i genitori sconvolto dell'accaduto, così come le amiche che erano con lui. Questo era avvenuto in Corso Italia. Una mezz'ora dopo, ancora con le scarpette rubate in mano, un 'altro episodio sotto i Portici. Adesso, a indagini concluse si scopre che ci furono altri due aggressioni con rapina quella sera stessa. La baby gang fu infatti particolarmente attiva.

Si vantavano nei video registrati con il cellulare

Sempre dalle carte degli investigatori emerge un altro dettaglio inquietante quanto usuale in questi gruppi di piccoli malviventi: nei momenti successivi alle rapine avevano immortalato il tutto con i loro cellulari, video dove si vantavano del maltolto e mostravano i capi di abbigliamento di marca che erano riusciti a conquistare con i loro modi violenti ai danni di ragazzini più piccoli.

Le indagini e l'ordinanza 

Le indagini sono state portate avanti grazie alle denunce fatte dalle vittime, da parte di alcuni testimoni, ma l'esatta dinamica è stata ricostruita anche grazie alla visione delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza che si trovano nel centro di Arezzo e che sono state utili per individuare alcuni passaggi di quella serata.

Nei confronti del 19enne è stata applicata una misura cautelare dell'obbligo di dimora, con contestuale obbligo di permanenza notturna in casa. Altre due denunce hanno riguardato i due minorenni riconosciuti come parte di quel gruppo. Per tutti e tre è scattata anche la perquisizione domiciliare, grazie al decreto emesso dalla Procura della Repubblica del tribunale di Arezzo e dal quella del tribunale dei minori di Firenze. Proprio nelle loro abitazioni sono stati rinvenuti altri elementi utili alle indagini, prove a loro carico, come le scarpe che furono sottratte al 14enne in Corso Italia.

La polizia ha ricostruito che i tre avevano avvicinato le loro vittime minorenni, chiedendo di consegnare capi di vestiario o soldi; in alcune occasioni, in caso di diniego, è stata anche utilizzata violenza fisica. Tre delle quattro rapine sono state commesse in concorso dagli indagati, mentre un singolo episodio, commesso sempre nel corso della medesima serata, ma prima delle scorribande nel centro storico, è addebitabile al solo maggiorenne. I tre dovranno rispondere delle loro condotte di fronte all’autorità giudiziaria.

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