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"Pugni sul volto e minacce con un'arma", così la rapina dei finti agenti. Caccia all'Audi bianca

I malviventi hanno organizzato un finto posto di controllo. A bordo dell'auto avevano una luce blu lampeggiante - probabilmente led -, una paletta per fermare le auto e delle pettorine che ricordano le forze dell'ordine

Un finto posto di controllo, un'arma - forse a salve - puntata contro ignari automobilisti, poi una serie di pugni. Così la banda dei finti poliziotti (o Carabinieri a seconda delle versioni riportate dai testimoni) ha agito nell'Aretino e in Umbria. Le indagini sulla rapina di ieri a Badicorte sono serrate. I Carabinieri stanno portando avanti minuziosi accertamenti e presto riascolteranno le vittime dei colpi per raccogliere ulteriori dettagli. 

Quello che al momento appare chiaro è il modus operandi. I malviventi hanno organizzato un finto posto di controllo. A bordo dell'auto avevano una luce blu lampeggiante - probabilmente un led poggiato sul cruscotto -, una paletta per fermare le auto e delle pettorine che ricordano quelle delle forze dell'ordine. L'auto sulla quale viaggiano è una Audi A3 bianca: un'ipotesi è che si tratti di una vettura rubata in un concessionario di Montevarchi alcuni giorni fa. 

Nel tardo pomeriggio di ieri i rapinatori hanno fermato l'auto della coppia della Valdichiana, una Range Rover. Si sono qualificati come agenti della Digos, hanno finto un controllo, poi hanno puntato l'arma. Quindi hanno sferrato un pugno al volto del marito e uno a quello della moglie. Dopo aver chiuso l'uomo nel retro della vettura, si sono fatti consegnare i portafogli, un orologio Rolex e i gioielli che la donna indossava.  

I precedenti tra l'Umbria e l'Aretino

Il caso di Badicorte non sarebbe stato il primo colpo nell'Aretino. Nel pomeriggio di sabato, lungo il raccordo Siena-Bettolle, tra Sinalunga e Foiano, dopo che era stato messo a segno un colpo a Tuoro, un altro automobilista sarebbe stato fermato. L'uomo però ha capito subito che qualcosa non andava ed è scappato riuscendo a "beffare" i malviventi. 

Rapine di questo genere si sono verificate nella prima metà di dicembre anche in provincia di Perugia. In questi casi, i rapinatori si erano qualificati come carabinieri. 

Le indagini

Adesso i Carabinieri stanno mettendo insieme tutti gli elementi e stanno anche cercando possibili video di telecamere di sorveglianza che possano permettere di ricostruire i movimenti della banda, e capire se si tratti della stessa che ha colpito in Umbria. 

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