Ragioniera incastrata dalle Iene, l'avvocato: "Condannata a gennaio, processo già celebrato ex novo"

In seguito alla pubblicazione della nota dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle sul processo alla ragioniera la cui storia fu portata alla ribalta dal programma televisivo Le Iene, pubblichiamo la replica del legale della professionista...

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In seguito alla pubblicazione della nota dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle sul processo alla ragioniera la cui storia fu portata alla ribalta dal programma televisivo Le Iene,

pubblichiamo la replica del legale della professionista, Antonio Bonacci:

Egregio Direttore,

mi vedo costretto a segnalare come l’articolo apparso oggi sul sito di Arezzo Notizie riporti delle inesattezze ed adombri chissà quale macchinazione in danno degli “inconsapevoli evasori”.

In primo luogo segnalo che dal punto di vista dei fatti, tale articolo non è più attuale posto che da Gennaio 2016 la giurisdizione penale ha già emesso sentenza di condanna nei confronti della mia assistita. Dovrebbe essere quindi segnalata semmai la celerità con cui si è, di fatto, celebrato ex novo l’intero processo già istruito innanzi il Giudice Pacciarini che doveva terminare a luglio.

Tali situazione, cioè quella di un Giudice che si dimette dall’incarico, non nasconde ombre o opache manovre tali da indurre dei rappresentanti politici ad interporre interrogazione al Ministro della Giustizia. Quindi è totalmente falsa la indicazione del “settembre 2016” come data di assegnazione nuovo incarico (sic!)

Non voglio difendere né il Giudice che si è dimesso né il Ministro della Giustizia: voglio solo sottolineare come casi del genere si verifichino da sempre nei tribunali, anche più importanti di Arezzo e che costringono tutte le parti a rifare il processo. Questo è un principio di diritto sacrosanto e garantista che tutela tutti i cittadini senza distinzione alcuna e che dovrebbe essere considerato per quello che è, cioè un principio del “giusto processo” tutelato dalla Costituzione.

L’articolo e non so se ciò è frutto della nota del movimento politico che ha segnalato il proprio agire, è ancora in errore sulla qualificazione giuridica del fatto storico attribuito alla imputata: la stessa non è stata condannata per truffa, posto che tale reato non è stato mai contestato in alcun modo in questo processo né in altro.

Vero è invece che la condanna abbia riguardato un reato di falso in atto pubblico per la quale la prevenuta ha riportato condanna a pochi mesi di reclusione con la sospensione condizionale oltre a dover risarcire in via immediata due parti civili con somme anche significative. Il fatto accertato dal Tribunale riguarda l’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi pur avendo sempre fatto pagare le tasse agli “inconsapevoli evasori”. Le conseguenze sono rappresentate dalla omessa dichiarazione non dall’omesso versamento del tributo tanto che l’A.d.E. ha dovuto ricostruire i versamenti ricevuti senza aver corrispondenti dichiarazioni fiscali. Fermo restando che la stessa Barneschi ha inoltre risarcito integralmente due denuncianti che hanno comunque rimesso la querela e parzialmente coloro che invece hanno ottenuto il riconoscimento di un risarcimento del danno a titolo di danno morale.

Va inoltro sottolineato come questo difensore abbia già interposto appello avverso la sentenza giacché la stessa è inadeguatamente motivata in ordine alle questioni di diritto sollevate oltre a presentare altri vizi di forma e contenuto.

Si ricordi, egregio Direttore, che “La Legge è uguale per tutti” anche per le persone che vengono giudicate e condannate prima sui giornali e sui mezzi di informazione piuttosto che nelle aule di giustizia.

Tanto dovevo, segnalando che la mia assistita si riserva di esperire eventuali azioni a tutela della sua immagine.

Distinti saluti.

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Avv. Antonio Bonacci

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