Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

"Denaro invece di cibo": protesta di un gruppo di rifugiati di fronte alla sede di Koiné. Intervento delle forze dell'ordine

"Non generi alimentari ma soldi", questa la richiesta che ha inoltrato questa mattina un gruppi di rifugiati, ospiti nelle strutture di accoglienza gestite dalle cooperative sociali Koinè e Betadue. Il gruppo - come si legge sul sito della...

"Non generi alimentari ma soldi", questa la richiesta che ha inoltrato questa mattina un gruppi di rifugiati, ospiti nelle strutture di accoglienza gestite dalle cooperative sociali Koinè e Betadue. Il gruppo - come si legge sul sito della cooperativa sociale Koiné - "si è presentato nella sede di via Duccio da Buoninsegna ed ha avuto un confronto non solo con gli operatori addetti all'accoglienza ma anche con i Presidenti delle due cooperative e con il Direttore di Koinè. Il tema è stato quello degli ultimi giorni: non generi alimentari ma denaro".

Sono stati i rappresentanti delle due cooperative a tentare di spiegare che la richiesta non poteva essere accolta: "nei bandi con i quali la Prefettura di Arezzo affida i servizi di accoglienza dei rifugiati, è indicato con assoluta chiarezza che i gestori del servizio devono provvedere ai pasti (colazione, pranzo e cena) per ogni giorno della settimana seguendo specifiche direttive anche sul menù che deve essere, ed è, conforme alle necessità alimentari. Ed hanno evidenziato, con i rifugiati, l'inderogabile decisione di rispettare le norme e quindi, come ha dichiarato la Prefetta Vaccaro, "niente denaro ma cibo".

A questo punto i rifugiati hanno insistito chiedendo di disporre del denaro piuttosto che il cibo e "di fronte al diniego dei dirigenti delle cooperative - si legge nel sito di Koiné - , hanno annunciato che non avrebbero lasciato gli uffici di via Duccio da Buoninsegna fino a quando il Prefetto non avesse modificato le sue disposizioni. Di questa richiesta e della discussione in atto è stata quindi informata la Prefettura che, ovviamente, non ha accolto la richiesta. Da qui l'arrivo delle pattuglie di Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale. A quel punto, la delegazione di rifugiati ha deciso, dopo quasi tre ore di discussione, di lasciare la sede delle due cooperative".

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