Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

La Toscana apre le porte ai primi 120 profughi afgani. Tanti: "Arezzo farà la sua parte"

"Insieme a loro 200 dei 3000 civili collaboratori della missione di pace italiana e per il momento destinati al nostro Paese giungeranno nella nostra regione"

In fuga dall'Afghanistan, presto i profughi troveranno rifugio anche in Toscana. E' quanto è stato stabilito questa mattina in un incontro avvenuto tra Regione e Comuni. Saranno circa 120 le persone che verranno accolte in queste prime fasi - e con modalità eccezionali - nel territorio regionale, ma la disponibilità è stata data per 300 rifugiati. E Arezzo non si tira indietro. 

“Quello di stamattina - commenta la vice sindaca Lucia Tanti - è stato un primo incontro informativo tra i Comuni e la Regione sulla crisi afgana e sull’organizzazione dell’accoglienza dei profughi da quel Paese. La nostra, insieme al Piemonte, è stata la regione che più rapidamente si è attivata per la gestione di un’emergenza eccezionale, da affrontare con modalità altrettanto eccezionali, per la quale si sono già rese operanti protezione civile e associazioni di assistenza".

Gli arrivi in Toscana

Ma quanti saranno i profughi destinati ad Arezzo e come saranno accolti? Al momento non ci sono numeri certi, complice anche la quarantena alla quale sono sottoposte le persone arrivate in Italia.

"La Toscana si prepara ad accogliere per il momento circa 120 profughi - afferma Tanti - , un po' meno della metà dei quali sarà ospitata a Firenze mentre i restanti saranno distribuiti tra gli altri Comuni. Insieme a loro, 200 dei 3000 civili afgani collaboratori della missione di pace italiana e per il momento destinati al nostro Paese giungeranno nella nostra regione: qui trascorreranno la quarantena secondo le modalità organizzative delle Asl, per poi essere collocati, in condizioni di massima sicurezza e segretezza".

Proprio i collaboratori della missione di pace, infatti, "richiedono il massimo grado di protezione e sulle quali verrà mantenuta il più possibile la riservatezza" proprio per la delicatezza dei ruoli che hanno ricoperto nel loro Paese. 

"La situazione è estremamente delicata - spiega Tanti - e noi siamo pronti a fare la nostra parte, in attesa di ulteriori incontri e aggiornamenti. La Città di Arezzo è vicina a tutta la popolazione che in questi venti anni ha collaborato con i nostri militari e i nostri operatori di pace - e in particolare alle donne e alla minoranza di religione cristiana. Spero che oltre alla accoglienza, doverosa ma emergenziale, che il mondo libero non può che sostenere, ci sia un monitoraggio in loco per evitare che il fondamentalismo islamico torni protagonista. Insomma: l'accoglienza da sola non può essere la soluzione, se vogliamo veramente garantire diritti e libertà”.

La soddisfazione della Regione

L'esito della riunione è stata commentata con soddisfazione dal presidente Eugenio Giani: "Sono molto soddisfatto della larga disponibilità all’accoglienza mostrata dai sindaci e dalle associazioni presenti, così come del ruolo di coordinamento che svolgeranno i Prefetti della Toscana. Con queste premesse per noi sarà possibile non soltanto trovare una sistemazione per i 200 fuoriusciti che dovranno sottoporsi ai dieci giorni di quarantena, ma siamo pronti ad accogliere anche i 112 che ci sono stati indicati dal Governo”.

All'incontro hanno partecipato gli assessori regionali all’immigrazione e alla sicurezza, Stefano Ciuoffo e alla protezione civile, Monia Monni, oltre alla Prefetta di Firenze, Alessandra Guidi, con numerosi sui colleghi collegati in videoconferenza e ai rappresentanti dell’Unione province toscane, Luca Menesini, presidente della provincia di Lucca e al direttore di Anci Toscana, Simone Gheri e al responsabile immigrazione dell’associazione dei comuni toscani e sindaco di Scandicci, Sandro Fallani.

“Chiediamo al Governo - prosegue Giani - che amplii la disponibilità in Toscana dei posti nel Sai (il Sistema di accoglienza e integrazione), il programma che già vede la presenza controllata in Toscana di oltre 1500 profughi provenienti da zone a rischio di molti Paesi. Ora è il momento di passare dalla disponibilità ai fatti: noi siamo pronti e se ce ne sarà necessità convocheremo settimanalmente questo tavolo”.

A nome dei prefetti toscani è intervenuta quella di Firenze, Alessandra Guidi, che ha sottolineato come “abbiamo istituito un tavolo di coordinamento tra Prefetti, occupandoci di gestire l’accoglienza dei 112 profughi che sono stati assegnati alla Toscana. Dopo aver garantiro la loro quarantena, ci occuperemo di coloro che vorranno rimanere nella regione in un sistema di redistribuzione a livello nazionale. Gli attori in campo sono numerosi ed è importante che tutti operino in maniera coordinata. Ringrazio i cittadini e le associazioni che si sono resi disponibili al riguardo. Dobbiamo garantire un’accoglienza ordinata perché abbiamo il dovere di garantire il rispetto di precisi standard, sia per gli afghani così come facciamo per tutti i richiedenti asilo da qualunque Paese del mondo provengano”.

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