In bilico la conferma di Rossi alla Procura. La relazione contro di Davigo e la nuova memoria al Csm

In bilico c'è la riconferma di Rossi a capo della Procura di Arezzo, osteggiata da 5 membri su 6 della quinta commissione del Csm

Il procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi

L'ordine del giorno è cospicuo, corredato di circa 200 pagine di documenti, per ogni caso che sarà al centro della riunione del Consiglio Superiore della Magistratura. Domani, 23 ottobre, alle 10,00 inizierà la seduta del plenum che dovrà esprimersi anche sulla riconferma o meno a Procuratore Capo di Arezzo di Roberto Rossi.

A pagina 119 del faldone  c'è la relazione che propone la non conferma, votata da cinque membri su sei della quinta commissione, di Rossi a capo della Procura di Arezzo. Il relatore è Piercamillo Davigo che l'ha firmata insieme ai colleghi Gigliotti, Micciché, Suriano e Basile. Poi segue la richiesta motivata del consigliere Mancinetti che invece ne chiede la conferma.

I documenti (consultabili nel sito del Csm, nell'ordine del giorno n. 6333, dalla pagina 118) spiegano le motivazioni che ruotano, ancora una volta, intorno alla vicenda dell'inchiesta su Banca Etruria. Rossi, in un periodo concomitante con l'inizio delle indagini sulla Popolare Aretina e con le ispezioni di Banca d'Italia, ha mantenuto un rapporto di collaborazione per un incarico con il governo Renzi. Incarico terminato con il 31 dicembre del 2015.

Secondo Davigo e i colleghi che chiedono la non conferma, le ragioni del diniego derivano dalla

“compromissione del requisito dell'indipendenza da impropri condizionamenti, quantomeno sotto il profilo dell'immagine … in relazione alla prosecuzione dell'incarico presso il Dagl, dopo l'apertura dell'indagine relativa ai profili penali del dissesto di Bpel del cui consiglio di amministrazione faceva parte il padre dell'allora ministro Boschi, in particolare dopo la trasmissione alla procura di Arezzo della relazione ispettiva della Banca D'Italia del 27 febbraio 2015.”

Csm a confronto sulla conferma di Rossi alla guida della Procura aretina

Mancinetti di contro motiva il suo giudizio favorevole alla conferma e positivo circa l'operato di Rossi alla Procura di Arezzo. Ricostruendo i passaggi temporali Mancinetti sottolinea dal suo punto di vista la mancanza di crititicà, le conferme arrivate da tre sostituti procuratori di Arezzo sentiti dalla commissione, il parere positivo dell'ordine degli avvocati di Arezzo. Dalle carte e dalle ispezioni, secondo Mancinetti, emerge che la Procura è stata diretta ottimamente, ha lavorato in maniera efficace e la conferma “proviene direttamente dalle sentenze di condanna per bancarotta fraudolenta già inflitte dal giudice dell'udienza preliminare all'esito di giudizio abbreviato...

Infine a corredo di questo c'è il no al concerto del Ministro della Giustizia Bonafede, un altro atto che si pone in contrasto con Rossi e con la sua possibile conferma.

La nuova memoria del Procuratore Rossi

Per rispondere alle contestazioni e cercare di ottenere la conferma, lo stesso Procuratore Rossi è stato nelle ore scorse a Roma a depositare una memoria di circa 8 pagine nella quale spiegherebbe punto per punto le contestazioni che gli sono mosse dalla relazione di Davigo al fine di smontarla. Adesso l'ultima parola spetterà al plenum del Consiglio Superiore della Magistratura.

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