Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Travolse l'auto in cui morì Helenia, la difesa: "Colpo di sonno improvviso e imprevedibile". In aula la parola ai periti

Va avanti l'udienza preliminare sulla morte della 29enne aretina. Il legale del padre ha depositato una memoria nella quale pone numerosi dubbi

Helenia Rapini

Era il 6 novembre del 2019 quando in un terribile incidente stradale Helenia Rapini perse la vita. Aveva 29 anni e un grande per gli animali, coltivato con passione tanto da diventare una professione. E proprio mentre stava andando al lavoro, al canile comunale di via della Cella, avvenne lo schianto fatale. La sua auto fu travolta in pieno da una Nissan guidata da un uomo, all'epoca 46enne, che tornava a casa dal lavoro. 

La drammatica vicenda verrà ripercorsa quest'oggi in tribunale, dove si sta svolgendo l'udienza preliminare. Di fronte al gup Giulia Soldini parleranno il perito della difesa, il medico Giuseppe Pasquale Macrì, e il perito della procura.

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Secondo la difesa, sostenuta dai legali David Scarabicchi e Giulia Brogi, l'uomo è stato colto da un colpo di sonno improvviso a causa di una patologia da cui sarebbe affetto:  la “Sindrome delle apnee ostruttive del sonno”, conosciuta come Oas. Una tesi che verrà illustrata dal consulente incaricato di stilare una perizia. Per questo è stato chiesto un rito abbreviato condizionato al parere medico legale, in base al quale la difesa potrebbe chiedere la non punibilità dell’imputato. 

Nell'ultima udienza l'avvocato Francesco Valli, che rappresenta il padre della giovane, ha depositato una memoria nella quale solleva molti dubbi: possibile, si chiede, che la patologia del quale soffrirebbe l'uomo non si sia mai manifestata in precedenza?

L'udienza di oggi dovrà dirimere le ombre che avvolgono la vicenda. La sentenza invece è attesa per il mese di settembre. 

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