Caso Coingas, parola alla difesa. "Cocci? Non istigò Staderini per riavere i soldi persi con le azioni"

La difesa del commercialista ha chiamato a deporre numerosi testi. Il legale Del Corto: "Quelle azioni furono acquistate prima dell'arrivo di Starderini in quella filiale"

La parola oggi è passata alla difesa. Va avanti il processo Coingas e di fronte al collegio, presieduto dal giudice Filippo Ruggiero, hanno iniziato a sfilare i testimoni chiamati a deporre dai legali degli imputati. L'udienza che si è celebrata questa mattina alla Vela è stata incentrata sulla posizione di Marco Cocci, commercialista aretino con il quale l'ex amministratore di Coingas Sergio Stederini nel 2018 aveva siglato una consulenza da circa 145mila euro. Secondo la procura, come si è letto nel decreto di perquisizione, Cocci era un azionista della Popolare di Vicenza, azzerato per 110mila euro, questa vicenda sarebbe stato un "evidente e plausibile movente per la erogazione di denaro al soggetto danneggiato - e così indennizzato - con il suo concorso, dai disastrosi acquisti azionari".

Il legale Stefano Del Corto, chiamando in aula una serie di testi, ha cercato di dimostrare che Cocci : "Aveva acquistato le azioni prima che Staderini divenisse direttore della filiale e, una seconda trance dopo che Staderini non svolgeva più quell'incarico". L'obiettivo del difensore dunque era quello minare l'ipotesi di un legame tra i due, basato sulla necessità di Cocci di recuperare i soldi persi in un investimento sbagliato. 

Le parole degli imputati: la deposizione di Merelli

Poi, seguendo il fuoco di fila di domande poste dal legale, altri testi - dipendenti o collaboratori dello studio commerciale - hanno spiegato come: "Cocci inizialmente fosse contrario a portare la contabilità di Coingas fuori dalla sede" e di come invece, l'ultima parola di Staderini che optò per esternalizzare il servizio di tenuta della contabilità. "All'incontro avuto inizialmente - ha affermato una collaboratrice di Cocci - l'amministratore di Coingas fece capire che preferiva portare fuori la contabilità, altrimenti avrebbe dovuto trovare uno spazio più sicuro: una stanza da poter chiudere a chiave". 

Nella prossima udienza saranno ascoltati altri testimoni: "Chiariranno - afferma il legale - che quelle consulenze non erano vuote, ma dense di contenuti e di lavoro"

Il lavoro invece svolto dallo studio legale Olivetti Rason è stato invece illustrato da altri testimoni chiamati dall'avvocato Neri Pinucci, che ha chiamato a deporre due professionisti. Una in particolare ha spiegato nel dettaglio il lavoro svolto per "convocare le assemblee, fare presenza e verbalizzare oltre che per rivedere i patti sociali. Un lavoro questo che inizialmente non doveva essere imponente ma che alla fine si tramutò nella redazione ex novo dei documenti". Assenti invece i testi convocati dalla difesa di Francesco Macrì: si presenteranno in aula il 25 ottobre. 

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