Stop di 6 mesi al processo Banca Etruria: "Difficile da spiegare ai 90enni". Il caso Gallorini

Reazioni tra i risparmiatori alla notizia dello spostamento per 6 mesi del giudice Angela Avila

Risparmiatori al tribunale di Arezzo

Per i risparmiatori non è facile capire il perché dello spostamento con effetto immediato del giudice Angela Avila ad altro incarico per un tempo di sei mesi. Stava portando avanti il processo per truffa e sulla cabina di regia, sulle obbligazioni subordinate vendute da Banca Etruria. Il 21 marzo sarebbe andato a sentenza. Ma da ieri mattina la giudice è al lavoro come Gip e Gup, un ufficio dove è conclamata la carenza di personale. Tanto che non c'è stato nemmeno la possibilità di darle una deroga di pochi giorni. Così il processo si ferma, non verrà riassegnato altrimenti dovrebbe ripartire dall'inizio. La notizia si è diffusa ben presto tra i risparmiatori che attendono una risposta dall'aula, sapere se sarà o meno riconosciuto, nei diversi casi, il reato di truffa da parte di chi ha venduto loro le obbligazioni subordinate. 

Tra di loro ci sono anziani ultranovantenni, arzilli, sì, ma che non sono stati in grado darsi una spiegazione a questo improvviso stop e per i quali sei mesi, possono voler dire una vita.

A parlare per tutti è il genero dell'88enne Gallorini, Silvano Rossi che sta seguendo da vicino il processo, va in aula insieme all'avvocato che li segue: "Ci siamo rimasti male, non vorremmo arrivare a rischiare che i reati cadano in prescrizione, noi siamo convinti di quanto abbiamo raccontato prima alla guardia di finanza e poi al giudice stesso."

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Gallorini infatti nell'ottobre 2013 fu convocato in banca, aveva 84 anni. "Gli dissero che le sue obbligazioni erano scadute e gli fecero firmare un documento, abbiamo poi scoperto che invece sarebbero scadute nell'aprile del 2014 e quel foglio altro non era stato che una vendita anticipata. Si parla di 20mila euro di subordinate con scadenza a 10 anni. Un controsenso vista l'età del mio suocero. E visto che ne possedeva già altre. E' tutto documentato, passaggio dopo passaggio. Lui non sapeva affatto cosa fossero, non aveva cognizione dei rischi insiti in quel titolo."

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