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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

"Nuotare è un piacere, non un dovere". Niente green pass alla piscina, il Comune pensa a una decisione drastica

Nonostante le tre sanzioni già ricevute, i gestori hanno affisso sul portone d'ingresso due fogli per ribadire che l'accesso è consentito a "tutte le donne e tutti gli uomini liberi". L'amministrazione valuta la revoca della concessione a inizio 2022

Hanno già beccato tre sanzioni per il mancato controllo del green pass, ma i gestori della piscina comunale di Arezzo non sentono ragioni. E a poco sono serviti gli strali del sindaco Ghinelli, che ha paventato perfino la revoca della concessione. Il Centro Sport Chimera continua a combattere una battaglia di principio, lasciando accedere all'impianto atleti e accompagnatori senza averne verificato il possesso del certicato verde.

Alle porte d'ingresso della piscina, come segnalato da una lettrice di ArezzoNotizie, sono affissi due fogli. Nel primo si spiega che "nel rispetto delle norme sulla privacy, il personale non può accedere ai dati sanitari degli iscritti e pertanto non può richiedere alcun documento diverso dalla domanda d'iscrizione ai corsi, dal pagamento dell'iscrizione annuale, dal pagamento del contributo all'attività, dal certificato medico valido fino al 31 dicembre (non necessario per bambini di età inferiore ai 6 anni), dal tesseramento con la Federazione Italiana Nuoto ove richiesto".

Nel secondo foglio i gestori scrivono che "a ogni donna e uomo che intendono frequentare l'impianto, si richiede di conformarsi al rispetto delle norme secondo le gerarchie delle fonti del diritto", con un riferimento alla Dichiarazione universale dei diritti umani. In calce, si legge che "il palazzetto del nuoto di Arezzo è aperto a tutte le donne e gli uomini liberi, senza limitazioni né discriminazioni. Nuotare è un piacere, non un dovere".

La nostra lettrice, mamma di un bambino iscritto al corso di nuoto baby da settembre (poi abbandonato), ci ha contattato per email, sollecitando un aiuto per "tutelare i cittadini che rispettano le leggi e che magari vorrebbero le rispettassero anche i servizi comunali".

Il caso della piscina è sul tavolo del Prefetto, che deve attendere sessanta giorni dall'ultima sanzione (datata 29 ottobre) prima di prendere provvedimenti. È questo infatti il termine entro il quale i gestori hanno la possibilità di inoltrare ricorso. Dal Comune, dopo aver tentato di ricomporre la situazione con il buonsenso e il dialogo, filtra un'irritazione montante. E il 2022 potrebbe spingere l'amministrazione alla decisione più drastica, anche a costo di chiudere la struttura per un po'.

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