Piazze dello spaccio, 10 arresti. Failla: "Venditori di morte tolti dalle strade"

Dieci arresti nelle piazze dello spaccio aretino. Oltre 11mila euro sequestrati e cenitinaia di dosi di stupefacenti bloccate prima di essere immesse nel territorio cittadino e non solo. E' questo il risultato dell'operazione "Piazze pulite"...

schettino failla

Dieci arresti nelle piazze dello spaccio aretino. Oltre 11mila euro sequestrati e cenitinaia di dosi di stupefacenti bloccate prima di essere immesse nel territorio cittadino e non solo. E' questo il risultato dell'operazione "Piazze pulite" condotta dalla Squadra Mobile di Arezzo, diretta da Giovanni Schettino.

Piazza Guido Monaco, Saione, Pionta, Campo di Marte, via Spinello, viale Michelangelo via Teofilo Torri: sono le zone cittadine battute con metodo classico dagli agenti. Nessuna intercettazione, ma indagini vecchio stampo con pedinamenti, appostamenti, filmati e poi perquisizioni necessarie per chiudere il cerchio. Due mesi di lavoro - dal 14 settembre al 18 novembre - per fermare gli spacciatori e bloccare il flusso di stupefacente nel territorio.

Dei 10 arrestati 9 erano clandestini (quasi tutti magrebini e un albanese) e una italiana. In tutto sono stati sequestrati oltre 90 grmmi di cocaina. Un valore, una volta suddivisa in dosi, che si sarebbe aggirato sui 9 mila euro. E altrettanti contanti sono stati trovati nei "rifugi" o nelle abitazioni temporanee degli spacciatori, quasi tutti senza fissa dimora.

"Sulla spinta di segnalazioni e valutazioni interne - ha spiegato il Questore Bruno Failla - abbiamo dato il via a questa operazione, andando a colpire i luoghi dello spaccio. Si parla di attività di contrasto e repressione penale. Abbiamo sequestrato quantità che possono sembrare non eccessive, ma sul mercato della droga si parla di un decimo di grammo a dose. E abbiamo tolto dal mercato venditori di morte e contrastato lo spaccio al minuto".

L'OPERAZIONE

Dopo una prima fase di monitoraggio, i 5 agenti di polizia impegnati nell'operazione hanno scovato le dimore dei sospettati e i luoghi del presunto occultamento delle sostanze stupefacenti.

A quel punto gli agenti dell'antidroga hanno mappato tutti i gruppi criminali ed è partita la fase conclusiva dell’operazione. Come detto, un'operazione “vecchio stile”, condotta senza l’ausilio della tecnologia. Gli operatori della narcotici hanno seguito le tracce dei sospetti e in quattro differenti occasioni sono stati portati a termine gli arresti e recuperati 11.750 euro ritenuti provento dell’attività illecita e sono stati sequestrati oltre 90 grammi di sostanze stupefacenti che avrebbero permesso il confezionamento e la messa in commercio di 450 dosi singole.

Il primo arresto è datato 14 settembre: 3 spacciatori finirono in manette, furono trovati loro 24 grammi cocina 235 euro in contanti. Il 10 ottobre il secondo arresto, in manette è finita una persona e sono stati sequestrati 27 grammi di cocaina e 7605 euro in contanti. Poi gli uomini della mobile hanno fatto scattare le manette per altre 5 persone il 17 ottobre, quando furono sequestrati altri 40 grammi di stupefacente e 3560 euro. Il 18 novembre l'ultimo arresto, di un giovane con 1 grammo (confezionato in un'unica dose e pronto per essere spacciato) e 350 euro in contante.

In un caso gli spacciatori durante la perquisizione a domicilio hanno tentato di disfarsi delle dosi gettandole nello scarico del bagno e lanciando dalla finestra un involucro con lo stupefacente ad una altezza di 12 metri.

DALLE INDAGINI TRADIZIONALI ALLA PREVENZIONE

"Il ricorso a indagini di tipo tradizionale - ha spiegato Giovanni Schettino dirigente della Squadra Mobile - è dovuto alle nuove modalità di spaccio: in seguito alla legge sul possesso di modiche quantità per uso personale, gli spacciatori portano con sé poche dosi e piccolissime e fanno la spola tra il luogo dello spaccio e il luogo dove viene imboscata la droga. Non solo, in molti casi quando vedono gli agenti della narcotici, nascondono le piccole dosi in bocca, pronti ad ingoiarle in caso di perquisizione. E il quantitativo è così piccolo che più non creare problemi".

"Stiamo facendo e continueremo a fare - ha concluso il Questore - a fare prevenzione generale e controllo del territorio, impiegando anche ulteriori risorse della Polizia di Stato".

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