Cronaca Via della Costituzione

Verso le perizie balistiche per ricostruire la traiettoria dei colpi. E presto Fredy parlerà

Ieri il blitz dei carabinieri in azienda, sequestrata un'altra porzione. Trovato il "segno" di un proiettile

Non ora, ma parlerà. E' l'unica certezza nel futuro immediato di Fredy Pacini, l'imprenditore 57enne che all'alba di mercoledì ha esploso 5 colpi di pistola, ferendo a morte il 29enne moldavo Mircea Vitalie.

Nella giornata di ieri è stata sequestrata una piccola porzione aggiuntiva del capannone di Monte San Savino dove ha sede l'azienda di Fredy Pacini. Là dove è stato trovato un "segno", così è stato definito, che potrebbe essere ammesso come prova tramite incidente probatorio. I carabinieri, infatti, nella mattinata hanno acquisito la traccia, potenzialmente deperibile, che potrebbe entrare da protagonista del procedimento giudiziario.

Un "segno" che, nonostante il riserbo di avvocati e inquirenti, si ipotizza essere un rimbalzo del proiettile, che potrebbe aver colpito quindi la vittima dal basso verso l'alto. Uno scenario compatibile con l'ipotesi dello sparo dall'alto verso il basso, quindi.

Tuttavia il magistrato Andrea Claudiani, solerte nel disporre l'acquisizione di questo nuovo elemento, per avere un quadro più accurato della dinamica, dovrà attendere la relazione completa dell'autopsia (è trapelato che il colpo mortale sia stato frontale-laterale), che dovrebbe arrivare un po' prima rispetto alla scadenza ultima dei 60 giorni.

Successivamente, potrebbe essere coinvolta anche la figura di un perito, per ricostruire la traiettoria degli spari. E a quel punto Fredy darà anche la sua versione dei fatti davanti al pm.

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