Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca Terranuova Bracciolini

"Siamo stati noi". Pentito confessa l'omicidio dei fratelli Talarico

Il doppio assassinio, legato alla guerra tra cosche di 'ndrangheta, risale al 2006. I cadaveri vennero ritrovati nei boschi intorno a Terranuova Bracciolini. Dopo 18 anni emergono squarci di verità

"Siamo stati noi". Domenico Colosimo ha parlato dal carcere e svelato alcuni dettagli del duplice omicidio dell'aprile 2006, quando Angelo ed Ettore Talarico vennero giustiziati a colpi di pistola. Fu un assassinio di 'ndrangheta ma inizialmente senza indagati. I due fratelli nati in Calabria, di 42 e 35 anni, si erano trasferiti da poco tempo in Valdarno e lavoravano come muratori per una ditta con numerosi appalti tra le province di Arezzo e Firenze. Salendo in Toscana avevano cercato di sfuggire a una faida tra i clan dei Bubbo e quella dei Carpino, a cui i due sarebbero stati affiliati. 

I corpi sepolti furono ritrovati da un agricoltore in pensione che passava tra i boschi in località il Tasso, tra l'abitato di Terranuova Bracciolini e il torrente Caprenne, non lontano dall'autostrada del Sole. Era domenica 9 aprile e il pensionato stava portando da mangiare ai propri cani. Notò alcune macchie di sangue rappreso e seguendo le tracce, arrivò al punto della sepoltura: c'era un braccio che spuntava dalla terra mossa. I killer avevano scavato una buca con una pala, profonda un metro e mezzo e larga due, e avevano portato la calce per cercare di coprire l'odore dei cadaveri.

A distanza di sedici anni dai fatti, nel 2022, la direzione distrettuale antimafia di Firenze arrivò a una svolta, mettendo sotto indagine un lungo elenco di persone, tutte calabresi: Filippo Bubbo e Raffaele Bubbo; un imprenditore residente in Valdarno, Eliseo Greco, 48 anni, titolare di un’azienda edile; il fratello Giovanni Greco, in carcere in Calabria. E poi Fiore e Tommaso Gentile, entrambi detenuti; Mario Gigliotti, Domenico Colosimo, Giuseppe Rocca e Vincenzo Iervasi. 

Gli indagati sono poi stati sottoposti al test del dna in incidente probatorio, al fine di comparare le loro informazioni genetiche con quelle estratte dal materiale sotto sequestro prelevato dal luogo del delitto. 

Adesso un altro snodo cruciale. Come riporta il Corriere di Arezzo, Domenico Colosimo si è pentito, attribuendosi la paternità del duplice assassinio e chiamando in causa altre due persone: secondo la sua versione, nel giorno fatidico salirono in 5 a bordo di un'auto per raggiungere una casa dove c'era da fare un colpo. Ma si trattava solo di un espediente per attirare in trappola i fratelli Talarico, che dopo essere scesi dalla vettura furono uccisi e gettati nella buca scavata nel terreno.

Una versione al vaglio degli inquirenti, che già avevano raccolto la tesimonianza di un altro pentito, Danilo Monti, il quale aveva accusato Colosimo di essere uno dei killer di Terranuova. Una scia di sangue che dalla Sila è arrivata fino alla provincia di Arezzo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Siamo stati noi". Pentito confessa l'omicidio dei fratelli Talarico
ArezzoNotizie è in caricamento