Cronaca

Crac Etruria, ammesse le parti civili: ci sono anche il Comune di Arezzo e la vedova del suicida di Civitavecchia

Passaggio in aula ad Arezzo, prossima udienza fissata il 17 maggio

Erano numerose le richieste di ammissione a parte civile, più di duemila. Sono state tutte accolte nell'ambito del processo sul crac di Banca Etruria. Tra queste c'era anche quella della vedova di Luigino D'Angelo, il risparmiatore di Civitavecchia che si tolse la vita dopo aver perso 100mila euro in obbligazioni subordinate.

La storia di Luigino D'Angelo

C'è poi il Comune di Arezzo, ammesso come parte civile, che chiede il risarcimento per due tipologie di danno: anzitutto il rilevante danno all'immagine che la vicenda ha provocato alla città, risultata per molti articoli di stampa come una realtà fatta di malaffare e pratiche illecite. In secondo luogo il Comune, in rappresentanza della collettività aretina, chiede anche il risarcimento dei danni subiti dal territorio e dalle imprese in generale, consistenti nella successiva difficoltà di accesso al credito e nella diminuzione dei finanziamenti alle iniziative culturali.

Oltre duemila parti civili avevano chiesto di essere ammesse

Il giudice ha ritenuto che il Comune di Arezzo sia legittimato a pretendere in seno al processo penale il risarcimento di tali danni, che in ogni caso dovranno essere dimostrati. Per il Comune si trattava del secondo tentativo di ammissione: aveva infatti avanzato la richiesta anche in udienza preliminare, ma era stato escluso.

Così la prima udienza

Prossima udienza il 17 maggio, tra due venerdì. Il processo dovrebbe però entrare nel vivo soltanto dopo l'estate.

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