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L'operazione a Montevarchi poi il ricovero a Siena. Il dolore aretino per la morte di Paolo Rossi

Tanti i messaggi di ricordo, di dolore, da parte di un'intera comunità. Da parte del sindaco Ghinelli, del giornalista Andrea Scanzi, del presidente della Regione Eugenio Giani

Un cuore nero e un pallone da calcio accompagnano la foto di Paolo Rossi esultante nel profilo ufficiale di Francesco Graziani. Così il post pubblico, di uno dei compagni di quell'avventura mondiale. I ricordi di Pablito uomo e calciatore si rincorrono nel territorio aretino. Il campione del mondo '82 è morto nella tarda serata di ieri all'ospedale Le Scotte di Siena in seguito ad una malattia incurabile. Si era sottoposto a un intervento chirurgico nell'ospedale di Montavarchi e poi il ricovero a Siena dove è morto ieri sera. Paolo Rossi lascia la moglie Federica Cappelletti, giornalista, e tre figli: Sofia Elena, Maria Vittoria ed Alessandro. I funerali si terranno con molta probabilità a Vicenza. 

Il legame immenso con il territorio aretino

Il sindaco Alessandro Ghinelli

"Indimenticabile il Mondiale dell’82, indimenticabili le prodezze di Paolo Rossi che quel Mondiale ha scritto con i suoi gol. Due anni fa, quando ci siamo incontrati in occasione della mostra a lui dedicata e allestita alla Galleria Bruschi, è stato entusiasmante ricordare con lui quei momenti. Ci ha lasciato un grande campione che è stato ed è simbolo dell’Italia, ci ha lasciato un uomo gentile di cui ricorderemo sempre il sorriso. Ciao Paolo."

Il messaggio di Andrea Scanzi

"No, Paolo. Anche tu, no! Il goleador del nostro mondiale dei sogni. Il commentatore garbato. Il ragazzo come noi (cit) che si era trasferito nella nostra splendida provincia aretina dopo essersene fatalmente innamorato, in quell’angolo di paradiso che è Poggio Cennina. Un uomo discreto e gentile, sempre incredulo quando doveva prendere atto d’esser divenuto effettivamente leggenda. Tutte le volte che mi è capitato di parlarci, su un palco o in privato, mi è sempre parsa una persona educata, disponibile, piacevolissima. È una perdita efferata e tremenda, a tradimento, feroce. L’ennesima di questi mesi spietati. Sta davvero diventando tutto troppo triste e vuoto. Che periodo sadico e infame! Grazie di tutto, Pablito. Di quell’estate irripetibile, di quella tripletta, di quella cavalcata quando nessuno se l’aspettava più. Incanti puri che mai se ne andranno."

Il cordoglio di Eugenio Giani e della Regione Toscana

“Con profondo cordoglio e commozione, a nome mio personale e della Regione Toscana, mi associo al dolore della famiglia per la scomparsa di Paolo Rossi, il più grande calciatore toscano e uno dei più forti giocatori italiani di tutti i tempi. Quei tre gol al Brasile ai mondiali del 1982, che aprirono la porta alla conquista del titolo da parte degli azzurri, sono rimasti nella storia del calcio mondiale. Rossi era toscano di Prato. Il suo nome è indissolubilmente legato alla squadra del Lanerossi Vicenza che, da neopromossa, portò a sfiorare lo scudetto nel 1978. Alla moglie Federica e ai figli giunga la vicinanza non solo della Regione ma di tutto il popolo toscano”. Ed ancora: “Troveremo sicuramente il modo per rendere un degno omaggio alla memoria e al valore di questo grande uomo di sport”. Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nell'apprendere la notizia della scomparsa di Paolo Rossi, avvenuta in nottata all'età di 64 anni a Roma.

Il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai

"Un Vero Uomo, non solo un Campione del calcio come ce ne sono tanti, ma una persona generosa nel condividere con tutti la sua vita e la nostra città ha avuto l’opportunità di conoscere il suo sorriso, la sua umanità, la sua semplicità. Per chi ha avuto la fortuna come me di conoscerti e di imparare da te, non ti dimenticheremo mai. Ciao Paolo".

I parlamentari di Forza Italia Mugnai e D'Ettore

"Il cordinamento provinciale di Forza Italia-Arezzo ed i parlamentari del territorio, Stefano Mugnai e Felice Maurizio D'Ettore, esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Paolo Rossi. Paolo Rossi - oltre ad essere un simbolo ed una figura di riferimento postiva per il calcio italiano in tutto il mondo - era un uomo che possedeva una spiccata caratura personale e morale, umiltà e sensibilità uniche che ne facevano una persona straordinaria. Aveva scelto la provincia di Arezzo come propria terra, nella quale viveva con la famiglia ed aveva voluto, in diverse occasioni, promuovere il nostro territorio nel mondo con importanti iniziative. Siamo vicini alla moglie Federica Cappelletti, ai suoi figli ed a tutti i suoi cari".

Alcuni cenni sulla vita di Paolo Rossi

Paolo Rossi era nato a Prato il 23 settembre 1956. Soprannominato Pablito per le sue giocate alla brasiliana ed i suoi gol straordinari, è passato alla storia del calcio per le reti ai campionati del mondo del 1982 in Spagna dove, oltre a condurre l'Italia alla vittoria finale dopo aver eliminato l'Argentina di Diego Maradona e il Brasile di Zico Arthur Coimbra, si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere del torneo. Nello stesso anno vinse il Pallone d'oro. L'Uefa, la confederazione calcistica europea, lo ha inserito nella lista dei migliori calciatori di sempre.

Cittadino onorario di Vicenza, Rossi ha vinto uno scudetto con la Juventus ancora nel 1982, il suo anno di grazie e della sua rivincita dopo la squalifica per calcioscommesse, e ha fatto sognare il titolo di campione d'Italia, nel 1980, anche al Perugia. Insieme a Roberto Baggio ed a Christian Vieri detiene il record italiano di marcature ai mondiali con nove gol. E' stato inoltre il primo giocatore ad aver vinto nello stesso anno il campionato del mondo, il titolo di capocannoniere del mondiale e il Pallone d'oro. La sua città natale, Prato, ha ospitato il “Pablito great italian emotions”, la mostra ufficiale dedicata a lui e all'Italia del 1982 organizzata dal Comune di Prato insieme alla Prato Promozione con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Prato. Anche all'apice del successo è rimasto sempre legato alla società dilettantistica di Prato, il Santa Lucia, dove da ragazzo mosse i suoi primi passi da calciatore.

Il post di Ronn Moss

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