Il caso Guerrina approda in Cassazione: giorno della verità per Padre Graziano

Condannato, assolto o processo bis? Ecco cosa potrebbe accadere.

E' il giorno della verità per padre Gratien Alabi. Il giorno nel quale la Cassazione sarà chiamata a decidere se per il religioso, condannato a 25 anni di carcere per la morte di Guerrina Piscaglia, si apriranno le porte del carcere o se potrà tornare in libertà. 

Padre Graziano è stato condannato per omicidio volontario e distruzione di cadavere sia in primo grado (27 anni) che in appello (25 anni, due in meno perché nel frattempo era emerso un errore di calcolo per quanto riguarda la condanna in primo grado). Ha trascorso gli ultimi anni nel convento del Premostratensi - l'ordine religioso al quale appartiere - a Roma. Alla sua caviglia il braccialetto elettronico ne conta passi e movimenti. Può spostarsi per dire messa e per mangiare. Non può andare oltre le stanze indicate. 

Secondo la corte d'appello fiorentina Gratien uccise in un accesso d'ira "strozzandola a mani nude" la mamma cinquantenne di Ca' Raffaello, perché la loro relazione era divenuta insostenibile. Lui si è sempre professato innocente e sostiene che chi ha ucciso Guerrina sia ancora in libertà. 

La condanna

A incastrare padre Graziano, stando quanto ricostruito in aula nei primi due gradi di giudizio, sono stati i messaggi inviati dopo la scomparsa della donna dal suo stesso cellulare al numero di un religioso, padre Ilary. Ma chi conosceva questo religioso? Solo padre Gratien, ha sempre sostenuto l'accusa. Quindi sarebbe stato il religioso stesso a inviare i messaggi con quel telefono mesi dopo la scomparsa di Guerrina. 

Poi il fantomatico zio Francesco: una persona mai rintracciata -  mai esistita ha sostenuto il pm Marco Dioni durante il processo - chiamata in causa da Gratien al fine di sviare le indagini. 

Tre possibili decisioni della Cassazione

Oggi la Cassazione è chiamata a decidere sul caso che per lungo tempo è rimasto sotto a riflettori e telecamere. Le possibilità sono tre: la conferma della pena, l'annullamento della sentenza e il rinvio alla corte d'Appello per un processo bis o l'annullmento della sentenza con assoluzione da parte della cassazione. Solo in quest'ultima ipotesi, ovviamente, padre Graziano tornerebbe in libertà.  

La vicenda

Era il primo maggio del 2014 quando Guerrina Piscaglia è scomparsa da Ca' Raffaello. Era stata vista da alcuni compaesani camminare lungo la Marecchiese poco dopo l'ora di pranzo. Poi di lei si sono perse le tracce: scomparsa nel nulla. Nei giorni precedenti e la mattina stessa, aveva scambiato messaggi con Padre Gratien. Tra questi anche l'ormai famoso sms nel quale la casalinga diceva che lo avrebbe raggiunto in canonica per "Cucinare il coniglio. Le ricerche iniziano poi si sparge la voce che sia scomparsa con un venditore ambulante marocchino e la misteriosa sparizione pare trasformarsi in un allontanamento volontario. Ad avvalorare questa ipotesi anche l'invio di messaggi dal telefono della donna, con i quali si vorrebbero rassicurare i parenti. Ma con il passare delle settimane, e putroppo dei mesi, i familiari non riescono a credere a quel silenzio. Guerrina aveva un figlio disabile, Lorenzo, dal quale era inseparabile: non era possibile che non si facesse più sentire. Le indagini finalmente a fine luglio, Padre Gratien viene prima indagato, poi arrestato. Va a processo. Da allora ci sono stati due gradi di giudizio, due condanne per omicidio volontario e occultamento di cadavere. E oggi la Cassazione potrebbe mettere la parola fine alla vicenda giudiziaria. 

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Il Vaticano

La decisione della Cassazione potrebbe anche aprire la strada a un intervento del Vaticano. In caso di condanna infatti verrebbe ridotto allo stato laicale. 

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