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Traffico di oro con la Turchia, maxi confisca da 6,5 milioni. Il processo si sposta ad Arezzo

Uno dei titolari dell'azienda di Castiglion Fibocchi finita nel mirino degli inquirenti, ha patteggiato la pena. Per gli altri due procedimento ad Arezzo, dove il processo è stato spostato per competenza territoriale

Una confisca da 6 milioni e mezzo di euro e un patteggiamento a quattro anni. Mentre il resto del procedimento giudiziario è stato spostato ad Arezzo, per competenza territoriale, dove si ripartirà dall'udiena preliminare. Così ha decisio il tribunale di Bologna dove nei mesi scorsi è stata dibattuta la complessa vicenda dell'azienda orafa Castoro, che finì nel mirino degli inquirenti per un traffico di oro illecito con la Turchia

A patteggiare la pena, assistito dall'avvocato Piero Melani Graverini, è stato Simone Iacopi, uno dei quattro che fuorno arrestati. La sorella Rita, comproprietaria, il figlio di lei Giacomo Baldini, vedono spostare il procedimento giudiziario ad Arezzo, dove sarà il pm Roberto Rossi a sostenere l'accusa. 

"Così i soldi diventavano oro": i retroscena del blitz della finanza

Lo spostamento è stato deciso dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Bologna in quanto il fatto - lo scambio di metallo prezioso con un imprenditore turco - sarebbe avvenuto ad Arezzo, quindi la competenza territoriale passerebbe al tribunale cittadino. 

La vicenda

Secondo gli inquirenti, i quattro aretini costituivano un anello strategico di un complesso meccanismo con il quale soldi di dubbia provenienza veniva "trasformato" in metallo prezioso (anche questo considerato dagli inquirenti di provenienza illecita). Pertanto i finanzieri avevano denominato l'operazione "Pietra Filosofale". Due anni di verifiche, durante i quali sono stati coinvolti anche i militari della Guardia di Finanza di Arezzo,  avrebbero permesso di accertare lo scambio di denaro e metallo organizzati dal 50enne turco. Attraverso controlli sul territorio, svolti su indicazione dei colleghi bolognesi, i finanzieri aretini avrebbero intercettato vari scambi e a portato alla luce parte del meccanismo, considerato dagli inquirenti ormai un classico per ripulire soldi e metallo. 

Due anni di indagini, così la Guardia di Finanza ha scoperto il traffico di oro

Intercettazioni telefoniche e applicazioni gps nelle auto degli aretini hanno poi permesso di ricostruire le vicende, mettendo in luce anche alcuni casi in due degli aretini abbiano fatto lo scambio. 

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