Ampia confessione e ritorno in libertà per l'operaio orafo infedele. E' stata l'ultima udienza di Bonacci

Rubava l'oro nascondendolo in bocca

Ha ammesso tutto di fronte al giudice e così è potuto tornare a casa dopo una notte di fermo. L'operaio 50enne della periferia di Arezzo arrestato in flagranza di reato per aver trafugato in maniera continuativa oro, in semilavorati o prodotti finiti, dall'azienda per la quale lavorava, è comparso questa mattina di fronte al giudice monocratico Claudio Lara per rispondere di furto aggravato a continuato.

I fatti raccontano del blitz dei carabinieri in borghese avvenuto ieri a fine turno quando gli hanno trovato addosso, esattamente sotto la lingua un semilavorato in oro di quasi 70 grammi, era l'ultimo, tentato, furto ai danni dell'azienda orafa per cui lavorava. Il modus operandi sempre il solito e sembrava ormai collaudato, l'oro a piccolo pezzetti veniva nascosto in bocca per poter portarlo fuori senza che nessuno se ne accorgesse. Il meccanismo aveva fregato anche il metal detector. Ma gli ammanchi e il rischio di dover mettere in liquidazione la società ha messo la pulce nell'orecchio ai due soci attivi in azienda che hanno poi avuto conferma dalle attività investigative dei carabinieri della stazione di Arezzo. Gli stessi che hanno arrestato l'uomo, che hanno provveduto al sequestro della refurtiva, rinvenuta anche nel suo appartamento per un valore complessivo di 50mila euro. I materiali in oro marchiati con il nome della ditta sono stati restituiti ai legittimi proprietari. 

L'operaio aveva scelto di farsi difendere proprio da Antonio Bonacci. E' stato lui ad accompagnarlo in quello che sarebbe stato il suo ultimo processo, prima di morire per un malore poche ore dopo nel suo studio di via Crispi. Probabilmente insieme avevano concordato le dichiarazioni di ammissione della colpa, un modo per attenuare le conseguenze future per l'operaio finora incensurato, ma colto in flagranza di reato, con l'oro in bocca all'uscita dal lavoro. 

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Al termine dell'udienza di convalida dell'arresto che ha visto in aula il pm Bernardo Albergotti al posto del titolare Dioni, l'uomo è stato scarcerato. Tornerà in tribunale per il processo il 3 dicembre prossimo. Purtroppo a difenderlo non potrà più esserci l'avvocato Bonacci.

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