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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca Centro Storico / Via Benedetto Varchi

Brutale doppio omicidio ad Arezzo: uccide a coltellate compagna e suocera

Un 38enne, Jawad Hicham, è stato fermato del personale della Polizia di Stato: l'efferato delitto si è consumato all'1 di notte in via Benedetto Varchi

Un brutale duplice omicidio si è consumato nel corso della notte ad Arezzo. Le vittime sono due donne: moglie e suocera dell'assassino, che è stato fermato dalla Polizia di Stato. In arresto Jawad Hicham, uomo di 38 anni, di origini marocchine ma da tempo residente in Italia. Ha un precedente (per droga) ma risalente a 15 anni fa. Le indagini sono condotte sul campo dalla squadra mobile della questura di Arezzo guidata dal dirigente Sergio Leo e coordinate dal pm Marco Dioni.

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Nel riquadro Jawad Hicham e Sara Ruschi (Foto facebook)

Duplice omicidio in via Benedetto Varchi

L'episodio si è consumato all'interno di un appartamento al civico 4 di via Benedetto Varchi, a ridosso delle mura del centro storico, davanti Porta San Lorentino. Le due vittime sono italiane: Sara Ruschi di 35 anni e la madre Brunetta Ridolfi di 76. Intorno alle 1 della notte di oggi, giovedì 13 aprile, il 38enne si sarebbe scagliato con un coltello da cucina contro la compagna, che abitava con lui assieme ai loro due figli, e contro la suocera, residente a Case Nuove di Ceciliano, ma che a volte si tratteneva all'interno dell'abitazione per la notte, per aiutare la famiglia. L'aggressione si è consumata mentre nell'appartamento c'erano i due figli della coppia, un ragazzo di 16 anni e una bimba di 2. E' stato proprio il maggiore ad allertare le forze dell'ordine, chiamando la Polizia.

Omicidio in via Varchi: l'assassino ha provato a telefonare dopo le coltellate

La fuga, la chiamata del figlio e quella dell'assassino

Dopo le coltellate, l'uomo è fuggito, cercando riparo nella notte nel sottostante piazzale di porta San Lorentino. Tuttavia, avrebbe poi cercato di mettersi in contatto con i soccorritori, per prestare cure mediche a compagna e suocera dal telefono pubblico della piazzetta, ora transennato. Sul posto Croce bianca, Misericordia di Subbiano e automedica della Asl. All'arrivo degli operatori sanitari Brunetta Ridolfi era già morta, Sara Ruschi è deceduta poco più tardi. Sul movente gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza. Pare che i colpi di coltello sarebbero arrivati al culmine di un litigio. L'arma è stata ritrovata e sequestrata dalla Polizia. L'uomo, dopo essere stato portato in questura (in stato confusionale) è stato condotto in carcere al San Benedetto di Arezzo, in attesa dell'interrogatorio di garanzia.

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