Omicidio di Maria, la difesa: "Colpi alla testa potevano non essere fatali, forse ci sono concause"

Il legale di Ferrini ha preso contatto con un consulente (che ha intenzione di nominare), un medico legale che avrebbe valutato i primi risultati emersi dall'esame autoptico, in attesa che la relazione venga consegnata alla Procura

Secondo la difesa ci sono ancora elementi da chiarire. Dettagli importanti che richiederebbero ulteriori accertamenti. E' quanto sostiente l'avvocato di Federico Ferrini, Gionata Giannini, che depositerà nei prossimi giorni l'istanza per eseguire un sopralluogo nell'appartamento dove il 37enne uccise Maria Aparecida Venancio de Sousa. Non solo. Alla luce dei risultati degli esami svolti sugli indumenti dell'uomo, nei quali non sarebbero state trovate tracce ematiche della vittima, la difesa sta valutando anche altre mosse. 

"Perché resta un dubbio importante - afferma il difensore - ovvero che quei colpi alla testa potrebbero non essere stati inferti con una violenza tale da uccidere. Stando a quanto ci risulta la ferita riportata, pur avendo causato un forte sanguinamento, pare non aver causato fratture. E allora ci chiediamo: potrebbe esserci anche qualche concausa, forse da ricercare nelle condizioni di salute della donna?"

Il colpo di scena: niente sangue della vittima negli abiti e nell'auto di Ferrini

Per questo la difesa vorrebbe richiedere la documentazione sanitaria della donna. Ha anche intenzione di nominare un consulente, il dottor Stefano Crescini, con il quale sarebbe già in contatto e che avrebbe valutato i primi risultati emersi dall'esame autoptico, in attesa che la relazione venga consegnata alla Procura. I canonici 90 giorni, entro i quali i medici legali si esprimeranno, scadranno a inizio dicembre e solo allora le parti potranno prendere visione della relazione completa. 

Ferrini verso la richiesta di una perizia psichiatrica

Intanto Ferrini resta nel carcere di Arezzo. La sua verità l'ha raccontata di fronte al giudice per le indagini preliminari, in una lunga confessione che non ha lasciato spazio a nessun tipo di dubbio circa la sua colpevolezza. Una confessione che però non è stata priva di contraddizioni. In particolare sul movente dell'uomo e sugli orari del terribile delitto e delle azioni svolte prima e dopo. Ferrini ha parlato fin da subito di un ricatto, soldi in cambio di silenzio. Per questo ha detto di aver ucciso Maria, per non far trapelare la loro frequentazione.  In cerca di conferme gli inquirenti stanno analizzando tutti i movimenti sui conti correnti dell'uomo. 

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