Cronaca

Imbraccia il fucile, spara e uccide il marito a tavola: 14 anni la condanna definitiva

I due stavano divorziando, la vittima aveva 64 anni e si chiamava Dino Gori. L'omicidio avvenne a Lonnano, in Casentino, nel 2016. La donna, oggi 63enne, si chiama Paola Marzenta. Confermato il verdetto della Corte d'Appello

La sentenza è definitiva, 14 anni di reclusione alla donna che imbracciò il fucile e sparò contro il marito mentre era tavola.

Confermata la sentenza d'Appello

La Cassazione ha infatti confermato  il verdetto della Corte d'Appello di Firenze, arrivata un anno e mezzo fa: condanna quasi raddoppiata rispetto al primo grado di giudizio (8 anni) per Paola Marzenta, residente a Lonnano (Pratovecchio Stia) che il 18 ottobre 2016 uccise il marito Dino Gori di 64 anni con un colpo di fucile. La donna, all'epoca dei fatti, aveva 59 anni.

Gori, pensionato, era stato un maresciallo dell’Aeronautica.

La sentenza di primo grado: 8 anni di reclusione

La sentenza della Suprema Corte è giunta ieri, mercoledì 29 gennaio: la difesa sperava inuno sconto di pena, che non è arrivata, nonostante l'accoglimento da parte della procura di uno dei motivi del ricorso, l'avvenuto risarcimento ai familiari della vittima.

dino gori

La ricostruzione dell'accaduto

Era il 18 ottobre 2016 quando si è consumata la tragedia. Dino Gori, 64 anni, fu raggiunto da un colpo di fucile esploso da distanza ravvicinata. Una cartuccia a pallini, di quella usate dai cacciatori per i volatili, che non gli lasciò scampo. Ad imbracciare il fucile e sparare il colpo fu la moglie, dalla quale si stava separando e con la quale il legame era ormai logoro. Dietro al fatale gesto infatti, c'erano anni di liti, di conflitti e - stando a quanto raccontato in seguito dalla donna - anni di violenze. Gori, ex maresciallo dell'aereonautica, era seduto nella propria abitazione (un piccolo appartamento in un edificio di proprietà della moglie a Campolungo di Lonnano) e stava mangiando castagne quando fu raggiunto dal colpo. Marzenta, dal fisico magro, con una malattia cronica all’apparato scheletrico, forse anche durante quell'ultima lite gli era apparsa inoffensiva. Invece nella donna è scattato qualcosa che l'ha portata ad imbracciare il fucile e sparare. Eppure solo alcuni giorni dopo, il 27 ottobre, si sarebbe celebrata l'udienza per il divorzio e la loro storia sarebbe finita. Dopo il delitto la 59enne alzò il telefono, chiamò prima legale e poi i Carabinieri di Pratovecchio.

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