Cronaca

Omicidio Butti, la Corte suprema assolve Cavatassi: era stato condannato a morte

Dopo anni di carcere in condizioni disumane, la decisione più attesa.

"Denis è innocente ed è finalmente libero!" l'annuncio suona come un urlo di gioia. A darlo è stata la sorella di Denis Cavatassi, Romina. L'uomo,  era stato condannato a morte in Thailandia in seguito all'omicidio del ristoratore montevarchino Luciano Butti, avvenuto a Puket il 15 marzo del 2011.

"La corte suprema thailandese - scrive in un accorato post su Facebook la sorella di Cavatassi - lo ha assolto da tutte le accuse e finalmente potrà tornare in Italia.
Ringraziamo tutti quelli che si sono battuti per la sua libertà. La Farnesina, l’ambasciatore Galanti, il direttore Vignali , il presidente della Camera Roberto Fico, l’on. Manconi e l’Avv. Alessandra Ballerini. Ringraziamo l’avv. thailandese Puttri Kuwanonda e il Regno della Thailandia. Ringraziamo ad uno ad uno i tantissimi scrittori insieme a tanti cittadini che aderendo all’iniziativa “una lettera per Denis” hanno contribuito a ridare speranza a Denis e forza alla nostra lotta per sua liberazione. Ringraziamo tutti gli amici che ci sono stati vicini e ringraziamo i giornalisti che hanno fatto da “cassa di risonanza” standoci vicini con intelligenza, sensibilità e professionalità. Un ringraziamento sentito alla famiglia Regeni che, con empatia e forza, ci ha sostenuti da vicino e alla famiglia Rocchelli. 
Grazie all’amm.ne di Tortoreto e ai Tortoretani per il sostegno mostrato con la partecipazione in massa alla fiaccolata e non solo, grazie a Cecilia Capanna e ad Ernesto Di Giovanni per i concerti #freedenis.
Grazie infine, ma non per ultimi, ai bambini di una scuola per l’infanzia che hanno mandato messaggi meravigliosi a Denis e alle loro meravigliose maestre.
Denis torna a casa! Ed e’ merito di tutti voi.
La famiglia Cavatassi"

Il delitto 

Era il 15 marzo 2011 quando a Phi Phi Island l'imprenditore Luciano Butti, titolare di un ristorante del quale Cavatassi era socio, fu freddato con tre colpi di arma da fuoco. Dopo il brutale omicidio Cavatassi si presentò alla polizia thailandese pensando di poter collaborare alle indagini. E’ stato allora che da testimone è diventato indagato e, nel giro di poche ore, colpevole di aver commissionato il brutale omicidio. L'uomo è stato dapprima incarcerato, in Thailandia, in una struttura dove i detenuti vivono “in condizioni da medioevo”. Poi la condanna a morte in primo grado, confermata anche in secondo grado.

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La mobilitazione interanzionale

Per lui c'è stata una vera e propria mobilitazione internazionale. La sorella e il fratello hanno combattuto fino alla fine, senza mai arrendersi, anche nei momenti più buio. In sua difesa si era espresso il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e si era mobilitato per portare l'attenzione delle istituzioni sul caso di Cavatassi, il senatore Luigi Manconi.

Di questa mattina la conbferma che arriva direttamente dal ministro degli Affari esteri, Enzo Moavero Milanesi. 

"La buona notizia dell'importante sentenza della Corte Suprema della Thailandia consentirà a Denis Cavatassi, prosciolto questa mattina, di rientrare presto a casa in Italia e riabbracciare i suoi familiari", riporta una nota della Farnesina. "Gli italiani in difficoltà all’estero devono sapere che possono sempre contare sull’assistenza e l’aiuto efficace della Farnesina. Nessuno viene lasciato solo, pur nell’inevitabile riserbo che la delicatezza di tante situazioni impone". 

Chi ha ucciso Butti?

La liberazione di Cavatassi, ritenuto innocente dalla Corte Suprema, da un lato fa gioire gli italiani, dall'altro però riporta l'attenzione sull'aspetto più inquietante della vicenda: chi ha ucciso Butti? Per tutto questo tempo, dunque, un assassino è rimasto in libertà?

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