Nuovo assalto in via Gobetti: Caffè River nel mirino. Disastro in azienda, bottino magro

Hanno forzato l'ingresso e hanno fatto irruzione. Le telecamere di sorveglianza hanno appena fatto in tempo a riprendere le loro sagome, prima di essere "accecate" con una bomboletta di vernice spray. Tre-quattro persone, con tute e maschere, sono...

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Hanno forzato l'ingresso e hanno fatto irruzione. Le telecamere di sorveglianza hanno appena fatto in tempo a riprendere le loro sagome, prima di essere "accecate" con una bomboletta di vernice spray. Tre-quattro persone, con tute e maschere, sono penetrate intorno alla mezzanotte tra domenica 5 e lunedì 6 dicembre nella sede di Caffè River, azienda di via Piero Gobetti che opera in tutto il centro Italia (ma anche in alcuni paesi all'estero) fornendo miscele ai locali che servono l'espresso.

Si tratta del secondo furto nell'arco di cinque giorni in aziende affacciate sulla stessa strada. Mercoledì notte, infatti, i banditi avevano preso d'assalto un'azienda orafa, portando via un bottino di decine di migliaia di euro che, sommato ai danni provocati, raggiungeva quota centomila euro.

E' stata decisamente più magra la refurtiva racimolata negli uffici di Caffè River. Qualche spicciolo, caramelle e panettoni che erano pronti per essere affettati in vista delle feste imminenti.

La furia cieca con cui i banditi hanno cercato i contanti è ben evidenziata dal disastro lasciato dal loro passaggio. Usciti dalla tempesta della notte passata, si sono lasciati dietro pesanti orme di fango, imbrattando tutti i locali. La stanze dell'amministrazione sono state messe a soqquadro. Non sono state toccate macchine fotografiche, né pc.

I malviventi hanno distrutto e buttato all'aria cercando contanti e oro: probabilmente si sono confusi, pensando che si trattasse della sede di un'azienda di preziosi. E infatti, quando hanno trovato una cassaforte, l'hanno smurata e, con un martello pneumatico, l'hanno fatta saltare (foto copertina).

Chissà quale amara sorpresa è stata trovarla piena di documenti contabili e zero soldi. Frustrati e rabbiosi, i ladri hanno continuato a frugare ovunque, calpestando, distruggendo e rovesciando. Hanno trovato spiccioli, poco altro. Poi la fuga e un caos enorme alle spalle.

Nella giornata di ieri, la polizia scientifica ha effettuato i rilievi. Gli agenti della questura aretina stanno cercando possibili collegamenti tra questo furto e il precedente avvenuto in via Gobetti. E magari con gli altri sette episodi, tra colpi tentati e riusciti, ai danni di ditte di preziosi che hanno funestato la provincia di Arezzo in meno di due mesi.

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@MattiaCialini

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