Notte di panico a Torino, gli aretini nella calca. Tei: "A noi è andata di lusso". Salvadori: "Tanta paura per una partita"

"A noi è andata di lusso, ad altri purtroppo no". Gianni Tei è uno degli aretini che sabato scorso era in piazza San Carlo a Torino. Ha vissuto quei venti terribili minuti di panico, al termine dei quali oltre 1500 persone sono finite al pronto...

piazza san carlo tei

"A noi è andata di lusso, ad altri purtroppo no". Gianni Tei è uno degli aretini che sabato scorso era in piazza San Carlo a Torino. Ha vissuto quei venti terribili minuti di panico, al termine dei quali oltre 1500 persone sono finite al pronto soccorso: tra loro anche un 35enne di Sansepolcro. Tre persone, di cui un bambino di 7 anni, sono in gravi condizioni.

L'immagine di quella notte, ormai, è quella di un ragazzo a torso nudo, con uno zaino sulle spalle. Le telecamere lo hanno immortalato: in pochi secondi intorno a lui si è fatto il vuoto. La folla ha iniziato a scappare, forse terrorizzata dal rischio di un attentato. Per ore si è continuato a pensare che da qui, da 60 metri di distanza dal maxi schermo, sia iniziato l'incubo di quella notte. Ma questa mattina, il giovane è stato scagionato da ogni accusa e forse non si saprà mai cosa ha innescato davvero la paura collettiva. Restano però le testimonianze di chi era lì quella sera.

"A me e Bruna - ha scritto Tei sul suo profilo Facebook - è andata di lusso, ad altri purtroppo no. Mi domando solo se al cospetto di possibili attentati, ieri sera nessun controllo......sicurezza? Solo a discorsi.Ognuno la pensa come vuole ma se in una piazza da 15000 persone ce ne metti il doppio! Onore al Real, non solo calcistico, ma alla città di Madrid, lì la partita l'hanno vista al Bernabeu con tanto di controlli".

La coppia aretina era proprio vicino alle transenne - ai margini della piazza (nella foto pubblicata da Tei su Facebook ecco come si presentava poche decine di minuti dopo l'ondata di paura) - le hanno scavalcate e hanno tirato un sospiro di sollievo.

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Ma non erano gli unici in piazza, anche David Verdelli, studente di giurisprudenza a Bologna, figlio dell'avvocato Roberto, era con gli amici a vedere la partita della Juventus. Ha raccontato al padre di aver udito un forte rumore, ma di non aver capito cosa lo avesse provocato, poi ha visto l'onda della folla muoversi: una vera e propria carica di persone che cercavano una via di fuga dalla piazza. Lui, insieme ad altre persone, si è riparato dietro un'ambulanza e ha atteso che la situazione si calmasse.

Sta bene anche Nicolò Salvadori, agente di polizia municipale che lavora a Bologna ma che è originario di Cortona, che ha rassicurato così sul suo profilo Facebook parenti e amici: "Volevo dire a tutti che sto bene...solo qualche contusione..ma ho avuto tanta tanta paura...non si può per una partita un falso allarme bomba creare tanta tanta paura..quanto è preziosa la vita". Chi invece ha riportato ferite, è stato un 35enne di Sansepolcro, P.D., che si trovava a Torino insieme ad altri due amici biturgensi. Già tornato a casa, ha riportato 6 punti di sutura in un ginocchio: anche per lui fatale il tappeto di bottiglie rotte rimasto sul lastricato della piazza torinese.

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