Cronaca Arezzo Nord

"Le rondini sporcano", Sei Toscana sbarra il capannone. Insorgono gli animalisti: "E' reato distruggere i nidi"

Il caso in località La Cella denunciato dai referenti aretini delle associazioni Lipu Arezzo Michele Mealli, Enpa Arezzo Alessandra Capogreco e Wwf Arezzo Onlus Simona Perugini

Addio nidi di rondine, non c'è spazio per loro in un capannone di Sei Toscana ad Arezzo. La vicenda la raccontano i referenti aretini delle associazioni Lipu Arezzo Michele Mealli, Enpa Arezzo Alessandra Capogreco e Wwf Arezzo Onlus Simona Perugini.

Le rondini con il loro arrivo - dicono - sono il simbolo della primavera, animali benvoluti da tutti, in questi giorni stanno tornando dall’Africa dove hanno passato l’inverno, tornano sempre nel posto dove sono nate, per costruire il nido e riprodursi, ma Sei Toscana quest’anno ha deciso di sbattere loro la porta in faccia.

Alle porte di Arezzo

Il capannone si trova a La Cella, alle porte di Arezzo, da circa 30 anni le rondini hanno formato una colonia riproduttiva all’interno, spiegano gli animalisti. "In passato non c’erano mai stati problemi, ma quest’anno l’azienda che gestisce i rifiuti nel nostro territorio - puntano l'indice le associazioni - ha deciso di chiudere tutte le finestre della struttura per impedire l’ingresso a questi graziosi uccellini, dichiarandoli indesiderati e motivando con il fatto che sporcano”.

In realtà - dicono - basterebbero dei semplici accorgimenti per una pacifica convivenza e alcuni dipendenti dell’azienda, molto dispiaciuti per la decisione presa, si sono resi disponibili per minimizzare gli effetti indesiderati, ma le loro voci sono rimaste inascoltate.

L'appello delle associazioni

Lipu, Enpa e Wwf di Arezzo fanno appello a Sei Toscana affinché voglia tornare sui propri passi.

La rondine (Hirundo rustica) è una specie in declino in tutta Europa a causa di diversi fattori, inquinamento, uso dei pesticidi in agricoltura, ma uno dei fattori più determinanti è la mancanza di siti idonei alla riproduzione. A tutti ricordano che la distruzione di nidi di rondine, come qualsiasi altra specie, costituisce reato previsto dall’art. 635 del codice penale e dalla Legge 157/1992.

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