Nevicata record su Alpi e Dolomiti: aretini in vacanza bloccati in strada e in hotel. Le storie

Tanta neve così in pochi se la ricordano. Due metri che hanno "sepolto" auto e vegetazione, sentieri da trekking e piste da sci.Due metri che hanno messo in difficoltà anche tanti aretini che avevano approfittato delle feste di inizio...






Tanta neve così in pochi se la ricordano. Due metri che hanno "sepolto" auto e vegetazione, sentieri da trekking e piste da sci.Due metri che hanno messo in difficoltà anche tanti aretini che avevano approfittato delle feste di inizio anno per concedersi una vacanza, anche di pochi giorni in montagna.
"I miei genitori - racconta una lettrice - sono riusciti ad arrivare in hotel a Bressanone, ma ci sono dovuti rimanere chiusi tutto il giorno..- Approfittano della tregua di oggi per ripartire perché domani le previsioni sono di nuovo brutte".

Chi si è trovato a percorrere una pericolosa strada ghiacciata e innevata dopo una escursione alle tre cime di Lavaredo è un giovane aretino, L.C.: " Sono rimasto 2 notti, dal 2 al 4 gennaio. Mercoledì 3 ha nevicato abbondantemente dalle 13 fino alle 17. Proprio quel pomeriggio ero a fare un’escursione in motoslitta alle tre cime di Lavaredo. Finita l’escursione, ho dovuto fare circa 50 km in auto per tornare in hotel, letteralmente a passo d’uomo; le strade erano coperte di neve e sotto lo strato nevoso era tutto ghiacciato. Ho incrociato solo due spazzaneve nel senso di marcia contrario al mio. Spesso di inverno vado in montagna durante le ferie, e non ho ricordanze di disagi del genere, strade non pulite e traffico bloccato. L’escursione che ho fatto alle tre cime, prevedeva di salire in motoslitta dal lago di Misurina fino al rifugio Auronzo, attraverso una stretta strada battuta, che comunque non era chiusa e, che io sappia, non era a rischio valanga. Erano chiusi invece tutti i percorsi trekking che partivano dal rifugio e portavano fino alle pendici delle tre cime, perché non erano battuti e c’era il rischio valanghe, dunque una volta arrivati al rifugio con la motoslitta, non rimaneva che riscendere, poiché i sentieri erano impraticabili anche con le ciaspole".

Avventure brevi, ma che lasciano il segno. Fortunatamente concluse bene. Vacanze rovinate, che resteranno in un cassetto della memoria sotto all'etichetta "nevicata record".






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