Neonato dimenticato nell'androne, il Tribunale dei Minori: "Con mamma e fratellino in una struttura protetta"

Domani mamma e bimbi saranno accolti nella "casa famiglia" individuata dagli assitenti sociali del Comune di Subbiano. E per loro ci sarà una nuova opportunità

Foto d'archivio

Verso una nuova vita. Da domani una giovane mamma riabbraccerà i suoi due bambini e la sua famiglia avrà una seconda chance. Il tribunale dei minori di Firenze venerdì scorso si è pronunciato sulla vicenda del neonato dimenticato nel cuore della notte tra il 5 e il 6 gennaio nell'androne dell'edificio di Saione dove viveva con i genitori e un fratellino. La storia del bimbo ha colpito molto gli aretini. 

Adesso quella famiglia avrà una seconda opportunità, in una struttura protetta, dove mamma e piccoli vivranno insieme. E dove il padre potrà fare visita tre volte a settimana.

La vicenda

Il neonato, di circa 4 mesi, dal momento del ritrovamento è stato affidato con un provvedimento urgente alle cure di medici e infermieri del reparto di Pediatria dell'Ospedale San Donato. Fortunatamente il tempo trascorso al freddo, a ridosso del portone dell'edificio, non ha causato danni. "E' un bambino bellissimo e sta bene", aveva rassicurato in una conferenza stampa il dottor Marco Martini, dirigente del reparto. Di fatto il piccolo è alla visita dei sanitari era risultato uno stato di "generale benessere" e senza alcun segno di maltrattamenti pregressi. Tutti elementi questi che sono stati valutati dal tribunale dei minori, chiamato a prendere una delicatissima decisione. E dopo 11 giorni si è pronunciato.

Neonato dimenticato nella notte nell'androne di un edificio

La decisione del tribunale

"La mamma e i due bambini - spiega Ilaria Mattesini, sindaco di Subbiano - vivranno insieme in una struttura protetta. Saranno accolti domani e inizieranno un percorso nuovo. Oltre a tutelari i bambini, sarà dato tutto il supporto necessario anche alla giovanissima mamma". 

Il neonato e il fratellino potranno così tornare a vivere insieme alla mamma, sotto ad uno stesso tetto. I servizi sociali del Comune di Subbiano, dove è residente la madre, hanno lavorato senza sosta negli ultimi giorni per trovare una soluzione: nel territorio provinciale infatti, non è stato possibile trovare una struttura che potesse ospitare tutti e tre. Intense ricerche hanno portato ad una struttura fuori provincia pronta ad accoglierli.

I nostri servizi sociali - spiega Mattesini - resteranno in contatto con la struttura e seguiranno questa famiglia passo dopo passo. E' stato infatti previsto un percorso per loro: non ci sono scadenze temporali precise, ma la situazione verrà valutata più volte, finché questa famiglia e questa mamma saranno di nuovo sereni e potranno di nuovo pensare a guardare avanti. 

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