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Il clan Gallace e quei rapporti che la direzione antimafia vuole "approfondire" con il Consorzio di Bonifica

Nelle pieghe dell'inchiesta "Keu" anche i rapporti che la 'Ndrangheta avrebbe tentato di allacciare con la pubblica amministrazione dell'Aretino

"Legami di comodo con la Pubblica Amministrazione aretina (Consorzio Bonifica Valdarno) per l’assegnazione diretta di lavori per importi contenuti (sotto soglia), su cui sono in corso approfondimenti investigativi". I legami segnalati dal gip Anna Liguori del tribunale di Firenze sono quelli che avrebbe intessuto il clan dei Gallace nel territorio aretino. Gli approfondimenti invece sono quelli portati avanti dalla dda di Firenze nell'ambito dell'operazione Keu, che ieri ha scosso la regione, portato all'arresto di 23 persone, al sequestro di beni per 20 milioni di euro e all'iscrizione nel registro degli indagati di nomi altisonanti. Uno dei filoni della maxi inchiesta, quello che si occupa dei reati connessi allo smaltimento dei rifiuti, porta infatti al Valdarno aretino, dove ieri è stato compiuto uno degli arresti eccellenti (a Bucine) e dove ci sono state delle perquisizioni (San Giovanni Valdarno e Montevarchi).

'Ndrangheta, arresto e perquisizioni nell'Aretino

Ma come creava legami il clan con la pubblica amministrazione? Stando a quanto riportato dal gip nell'ordinanza di esecuzione delle custodie cautelari, altri casi ci sarebbero stati. Ad esempio, durante l'indagine sarebbero emersi rapporti tra uno degli arrestati, C.A., e un dipendente dell'Ufficio genio civile del Valdarno aretino. I due "escludevano incontri e contatti telefonici", preferendo modalità "de visu in esercizi pubblici o stazioni di servizio". Tali appuntamenti secondo l'accusa erano finalizzati "all'affidamento di pubbliche commesse". Quale contropartita per il dipendente pubblico? "Un considerevole sconto, ottenuto tramite C.A., sul preventivo di una vacanza per la famiglia presso un camping in Calabria" gestito da un soggetto ritenuto vicino alla cosca Gallace. Di appalti ne sono citati almeno tre relativi all'aretino, ma nessuna di queste ipotesi sottolinea il gip è "corroborata da gravi indizi". Si parla di lavori di manutenzione agli argini dell'Arno a Bibbiena (nel luglio del 2019, commessa rifiutata perché l'azienda era in ferie) oppure per lavori di "somma urgenza" a Spoiano o per lavori di realizzazione del muro di scogliera di Civitella in Val di Chiana.

C'è poi una serie di appalti che vedono in una azienda di Montevarchi, legata a C.A., "una presenza costante nel settore dell'edilizia e del movimento terra, presenza che potrebbe corroborare la tesi che [...] il monopolio acquisito può spiegarsi - alla luce delle investigazioni qui acquisite - con lo spessore criminali dei C. " ovvero la famiglia del clan che vive nel Valdarno aretino. 

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