"Non chiamatela movida", schiamazzi, giovani ubriachi e urina sui portoni. L'appello dei residenti

La situazione del centro storico è raccontata da chi vive nel cuore di Arezzo, vicino a piazza San Francesco e piazza della Badia. I cittadini chiedono maggiori controlli delle forze dell'ordine sulle strade e nei locali che somministrano alcolici

"La sera più critica è quella del venerdì. Poi il sabato assistiamo ad una triste replica: schiamazzi fino alle 3 di notte, ragazzi che urinano negli anfratti e sui portoni, giovanissimi che vomitano. E al mattino sotto alle nostre abitazioni è di scena il degrado". 

I residenti del cuore di Arezzo non ce la fanno più. Raccontano le notti post lock down dal punto di vista di chi vive quotidianamente le strade del divertimento serale. Dove il "tirar tardi" dei più giovani si trasforma in eccesso, sconfina nella maleducazione e nelle ultime serate ha visto anche l'intervento delle forze dell'ordine. Le segnalazioni da alcune settimane sono costanti.

"Via Saffi, via Carducci e le strade parallele a via Cavour, ma anche via del Saracino e le aree limitrofe a piazza della Badia sono diventate invivibili - raccontano i residenti -. A dar vita a situazioni di degrado sono giovani e giovanissimi sotto l'effetto dell'alcol, che probabilmente in altre condizioni non si sognerebbero mai di comportarsi così. Ma nelle notti del fine settimana, complice l'alcol, assumono comportamenti davvero inappropriati". 

Il fenomeno, che in realtà già in passato era stato notato tanto che la Polizia Municipale aveva dato il via ai controlli nei locali che somministravano alcolici, si era arrestato durante il lock down, per poi riprendere nelle serate di luglio.

"Dal rientro dalle vacanze in poi - spiega chi vive nel centro storico - c'è poi stata una recrudescenza. Venerdì scorso alcuni residenti hanno anche chiesto l'intervento delle forze dell'ordine per dare un freno a questi atteggiamenti: e in effetti dopo che alcuni militari hanno parlato con i giovanissimi coinvolti la situazione per alcune ore si è placata. Ma già il sabato sera è tutto ricominciato". 

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Le proposte dei cittadini sono tante: dalla maggiore presenza sulle strade delle forze dell'ordine, la cui vista pare fungere già da deterrente, ai controlli più serrati sulla somministrazione di alcolici a questi giovanissimi. Perché i protagonisti delle notti brave paiono essere proprio ragazzi e ragazze spesso nemmeno ventenni. "Perché quello che finiscono per fare - dicono ancora i residenti - non ha nulla a che vedere con il divertimento. Non è la movida, è una situazione critica che perdura anche dopo la chiusura dei locali".

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