Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Morì trafitto mentre viaggiava in pullman: condannato l'autista del furgone che perse il palo. Assolto il proprietario

Un anno e 4 mesi di carcere: questa la condanna per l'autista. Mentre l'imprenditore proprietario del furgone risultato non a norma è stato assolto perché il fatto non sussiste

Doveva trascorre il Natale insieme alla sorella che viveva a Terranuova Bracciolini, per questo Luigi Ferri il 23 dicembre del 2015 era a bordo di pullman della Lazzi. Ma l'uomo non arrivò mai dai parenti: lungo la strada avvenne un incidente terribile. Ferri, seduto in terza fila, fu trafitto al petto da un palo, ovvero l'asta della centinatura dello sportello laterale di un furgone, e morì sul colpo. 

Oggi l'autista di quel furgone è stato condannato a un anno e 4 mesi di carcere, mentre l'imprenditore proprietario del furgone risultato non a norma è stato assolto perché il fatto non sussiste

L'incidente

L'incidente avvenne a Traiana: su quel tratto di strada il pullman incrociò un furgone che viaggiava in senso opposto e al quale improvvisamente si aprì il portellone. La centinatura schizzo via violentemente, forò il parabrezza del pullman e trapassò un seggiolino per poi colpire fatalmente l'anziano all'altezza dello sterno. Durante il processo l'autista dell'autobus ed un passeggero chiamati a deporre hanno raccontato di aver udito un forte sibilo: era il palo che viaggiando ad altissima velocità aveva prodotto quel suono. 

Il processo 

Per la morte dell'anziano sono stati processati l'autista del furgone, un un aretino 50enne difeso dall'avvocato Osvaldo Fratini, e il legale rappresentante dell’impresa umbra specializzata nei trasporti, assistito dall'avvocato Giorgio Biancifiori. L'accusa per i due uomini è di omicidio colposo.

L'aretino lavorava con un contratto a tempo determinato di 3 mesi. Il giorno dell'incidente aveva appena terminato l'ultima consegna e stava percorrendo la strada del ritorno, quando dopo circa 8 chilometri avvenne l'imponderabile. Secondo l'accusa, l'uomo vedendo il mezzo non in regola, avrebbe dovuto evitare di utilizzarlo. La difesa durante le udienze ha chiamato in aula consulenti che hanno sottolineato come il furgone fosse stato privo dell'impianto acustico di allarme che avvertiva in caso di malfunzionamenti. 

La sentenza è stata pronunciata questa mattina dal giudice Giulia Soldini. Il legale dell'autista ha già annunciato che ricorrerà in appello non appena saranno depositate le motivazioni della decisione.

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