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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca

Morì in piscina, procedimento archiviato: "Nessun colpevole, fu infarto fulminante". Parte la causa civile

I legali della famiglia avevano chiesto un incidente probatorio, sostenendo l'ipotesi dell'annegamento e chiedendo di chiarire se si sarebbe potuto salvare. Ma la procura ha chiesto di archiviare

Per la morte di Lorenzo Santini, secondo il tribunale di Arezzo, non c'è nessun responsabile. L'inchiesta sulla morte del 49enne recuperato esanime nell'impianto del centro sportivo del Pantano è stata archiviata. La richiesta della pm Francesca Eva è stata accolta dal gip Stefano Cascone nelle scorse settimane. Nessuna altra perizia è stata eseguita se non l'autopsia che dispose il magistrato. Secondo l'equipé della medicina legale dell'Università di Siena il 49enne morì per un infarto fulminante mentre stava nuotando e a nulla sarebbero serviti i soccorsi, qualora fossero arrivati in tempo. 

I familiari, assistiti dal legale Luca Fanfani, avevano chiesto ulteriori accertamenti, ma la vicenda penale è stata chiusa. Adesso la battaglia si sposta sul fronte dei procedimenti civili. 

La tragedia durante la nuotata

La vicenda risale al 29 ottobre del 2022. Santini era solito recarsi nell'impianto per praticare attività sportiva. Era un sabato pomeriggio quando i sanitari dell'emergenza urgenza accorsero in via del Pantano: ma per estrarre l'uomo dall'acqua dovettero chiamare i vigili del fuoco. Quattro vigili si precipitarono nella struttura. Due si tuffarono in acqua per recuperare il 49enne e gli altri due li aiutarono a portare il corpo a bordo vasca. Inutili a quel punto i soccorsi. I sanitari poterono solo constatare il decesso. 
Stando a una successiva ricostruzione delle forze dell'ordine, Santini sarebbe rimasto in acqua almeno venti minuti. Nessuno si accorse di quanto gli era accaduto.

La richiesta di perizia rigettata

In seguito alla tragedia quattro persone sono state indagate: il titolare della struttura e tre collaboratori. In fase di indagini i legali dei familiari avevano avanzato una richiesta al pm di eseguire un incidente probatorio con periti esterni (avevano indicato uno dei massimi esponenti della cardiologia italiana, il professor Gaetano Thiene per accertare l'infarto fulminante ed escludere che siano stati i ritardi nei soccorsi a causare la morte). Ma l'istanza non è stata accolta e dopo un'ulteriore integrazione del perito nominato dalla procura è stata chiesta l'archiviazione. Era l'11 gennaio. Il 12 gennaio l'intero procedimento è stato archiviato. 

Se la vicenda penale è chiusa, nei prossimi mesi si aprirà quella civile.

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