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Morì colpito dal bus mentre cercava di salvare un capriolo: vicenda ricostruita in tribunale

Nuova udienza del procedimento che vede un autista di Tiemme accusato di omicidio stradale

I momenti salienti della terribile sera del 4 novembre del 2017, quando Argante Sinatti perse la vita sul ciglio della strada, colpito da un autobus, sono stati ripercorsi quest'oggi in un'aula di tribunale. Va avanti il procedimento che vede imputato l'autista di Tiemme che quella sera era al volante del mezzo. 

Oggi in aula sono stati ascoltati gli agenti della Polizia Municipale che intervennero sul posto e poi i familiari di Sinatti. 

Sono stati i vigili a ripercorrere i drammatici momenti di quella sera lungo la Sr 69, tra San Leo e Pratantico. Era buio, le condizioni meteo non erano delle migliori. Sinatti - 71enne di Pratantico, ex elettricista in pensione - era sceso dalla propria auto e si era diretto verso l'altro lato della carreggiata per soccorrere un animale ferito. Fin quando non è sopraggiunto l'autobus che lo ha colpito, ferendolo in modo mortale. 

Sul posto accorsero subito i soccorritori del 118 e gli agenti della Municipale. 

Adesso la parola passerà ai consulenti: nella prossima udienza - prevista per il gennaio 2021 -  saranno infatti ascoltati i periti di Procura, difesa e dell'assicurazione. Sono stati chiamati a fare luce sugli aspetti meno chiari della vicenda: dalla visibilità, alle condizioni dell'asfalto, fino a quanto emerso dalla visione delle telecamere del mezzo. 

La famiglia di Sinatti, in particolare le nipoti, sono rappresentate dall’avvocato Tiberio Baroni. L’autista del mezzo di Tiemme è rappresentato dall’avvocato Piero Melani Graverini.

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