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Muore a 30 anni, la madre: "Chiediamo chiarezza sulla lunga attesa per il risultato del tampone"

Il tampone a novembre, poi l'attesa per il risultato, quindi un secondo tampone. Il giovane dopo 21 giorni stava tornando alla sua vita. Poi per Natale è stato male. Sabato scorso il decesso

Un tampone eseguito a inizio novembre. L'attesa per la risposta che non arrivava. Un secondo tampone a venti giorni di distanza che è risultato lievemente positivo. Poi condizioni di salute che sono peggiorate e il drammatico decesso al San Donato. Gli ultimi mesi di un trentenne dell'Aretino sono trascorsi così. Oggi però la famiglia vuole chiarezza sul perché dei ritardi sul referto: "Voglio capire - racconta la mamma del giovane - se era possibile avere prima il risultato del tampone e non perdere quei 10 giorni". Un lasso di tempo su cui la famiglia si interroga: senza il ritardo, sarebbe cambiato qualcosa sulla situazione del giovane? 

Il dramma al San Donato, muore trentenne

Il 30enne si è sottoposto al primo test il 4 novembre scorso. Era contatto stretto di un positivo così è scattata la "chiamata" della Asl. "Passavano i giorni e il risultato non arrivava - racconta la madre -. Abbiamo chiamato e alla fine ci hanno chiesto se mio figlio era "quello del 1970". Avevano sbagliato data, lui era giovane, era nato nel 1990. Poi si è sottoposto ad un secondo tampone". L'esito del secondo test, eseguito il 24 novembre è arrivato nell'arco di poco tempo e ha mostrato una leggera positività. Così il ragazzo ha atteso i 21 giorni previsti e poi è tornato alla sua vita. 

Il 25 dicembre però, quando si apprestava a festeggiare il Natale con la famiglia, è stato male ed è stato accompagnato al San Donato dove è stato ricoverato. Risultava ancora leggermente positivo. "All'ospedale - racconta la madre - ci hanno dato tutte le attenzioni necessarie. Hanno seguito mio figlio con scrupolo e anche con noi si sono dimostrati disponibili. Ci hanno trattato benissimo". Putroppo però le condizioni del 30enne si sono progressivamente aggravate e nonostante le cure, sabato scorso è morto. Un dramma immenso. 

"Adesso ci resta un dubbio e vorremmo fosse fatta chiarezza - dice la mamma - . Perché quel ritardo nei tamponi? Quei giorni persi avrebbero potuto cambiare qualcosa?". 

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