Cronaca

Archivio di Stato, via al processo: è battaglia sulla maxi perizia

Numerose eccezioni sollevate dai legali. Prossima udienza fissata per febbraio 2022

La prima udienza si è conclusa con un rinvio dovuto alle eccezioni preliminari sollevate dagli avvocati difensori. E' stata una falsa partenza quella del processo per la morte di Piero Bruni e Filippo Bagni, i due dipendenti dell'Archivio di Stato che persero la vita sul lavoro a causa di una perdita di gas argon dall'impianto antincendio. 

Alcuni legali hanno fatto fronte comune sulla questione della maxi perizia sull'impianto, disposta dalla pm Laura Taddei, per far chiarezza su quanto avvenuto quella terribile mattina del 20 settembre 2018. Hanno chiesto che tale relazione - esito di quello che è stato considerato un accertamento tecnico irripetibile - non venga inserita nel procedimento sotto forma di incidente probatorio, ma che venga considerata come una consulenza del pm da presentare in aula al momento del dibattimento. Sarà il giudice Giorgio Margheri ad esprimersi in merito il prossimo 17 febbraio 2022. 

Sul banco degli imputati, accusati di duplice omicidio colposo, saranno in 11. Tra loro anche il direttore dell'archivio Claudio Saviotti e l’ex direttrice Antonella D’Agostino oltre al vicecomandante dei vigili del fuoco dell'epoca Antonio Zumbo.

La tragedia 

Filippo Bagni e Piero Bruni morirono il 20 settembre del 2018 intossicati dal gas argon fuoriuscito dall'impianto antincendio. Fatale, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti durante le indagini, una serie concatenata di eventi legati al malfunzionamento dello stesso impianto. Tra questi un elemento ha catturato l'attenzione dei periti: una valvola che - secondo quanto sostenuto dagli esperti - sarebbe stata montata al contrario. 

I due impiegati quella mattina erano da poco entrati al lavoro quando si accorsero che la spia dell'impianto si era accesa. I testimoni raccontano che Bruni e Bagni sentirono anche il rumore tipico di una fuoriuscita di gas. Così corsero nel seminterrato e aprirono la porta dello stanzino dove si trovava l'impianto. La zona era però già satura di gas (argon e anidride carbonica) e loro rimasero senza ossigeno.

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