Cronaca

Morti all'Archivio di Stato, cordoglio e disperazione di una città. Il governatore Rossi: "Tragedia intollerabile, la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità "

Un dolore grande per la città. Grandissimo. La morte di Filippo Bagni e Piero Bruni ha scatenato un'ondata di commozione. Tanti i messaggi di cordoglio che sono stati inviati in seguito a questo ennesimo dramma sul lavoro. Parole toccanti sono...

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Un dolore grande per la città. Grandissimo. La morte di Filippo Bagni e Piero Bruni ha scatenato un'ondata di commozione. Tanti i messaggi di cordoglio che sono stati inviati in seguito a questo ennesimo dramma sul lavoro.

Parole toccanti sono arrivate dal presidente della Regione Enrico Rossi:

"Esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza alle famiglie di Filippo Bagni e Piero Bruni. La magistratura svolgerà tutti gli accertamenti necessari, ma giudico grave e intollerabile che una tragedia come quella accaduta ad Arezzo sia avvenuta in un edificio della pubblica amministrazione. La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità per tutti. Ancora di più quando il datore di lavoro è lo Stato". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dopo la morte dei due dipendenti nell'Archivio di Stato di Arezzo. "La sicurezza, che lo Stato deve garantire, a cominciare da quella dei propri lavoratori, è al centro del patto che lega cittadini e istituzioni. Chiedo - conclude il presidente - che si faccia luce il più presto possibile".

Profondo dolore espresso anche dalla Cisl, che ricorda con commozione Piero Bruni, iscritto e attivo nel sindacato:

Non ci sono parole, ma solo dolore, tanto dolore e rabbia. Questo il primo commento di Maurizio Milanesi, segretario Funzione Pubblica CISL di Arezzo alla scoppio e relativa fuga di gas che si è verificata questa mattina all'Archivio di Stato di Arezzo e dove hanno perso la vita due dipendenti ed un terzo è rimasto ferito. La tragedia ha colpito pesantemente la famiglia CISL, tra le persone decedute l'amico fraterno Piero Bruni, iscritto CISL di lungo corso ed eletto nella RSU nelle elezioni di marzo nonché membro del Consiglio della FP di Arezzo.

Una notizia che non avremmo voluto né apprendere né commentare, continua il segretario Milanesi, a maggior ragione quando si perde la vita nel luogo di lavoro. Salutare i propri cari e usciere di casa la mattina per non farvi più ritorno è inconcepibile. Come CISL siamo profondamente addolorati per l'ennesima disgrazia dove hanno perso la vita due padri di famiglia, ma anche indignati perché la sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto e non un optional o un argomento di discussione all'indomani della tragedia. Ora più che mai ci aspettiamo delle risposte e che siano concrete e che abbiano seguito nei fatti.

A nome di tutta la famiglia CISL, conclude Maurizio Milanesi, mi faccio portavoce nell'esprimere vicinanza ed affetto alla famiglia di Piero, alla moglie Monica ai due figli Matteo e Simone, e all'anziana madre.

Anche l'assessore regionale Saccardi ha espresso il suo cordoglio:

"Ancora una volta dobbiamo piangere dei morti sul lavoro - ha commentato l'assessore alla salute Stefania Saccardi - . Ieri un autotrasportatore che lavorava intorno a un'autocisterna a Empoli, stamani due dipendenti dell'Archivio di Stato di Arezzo. Il primo pensiero va naturalmente ai familiari, ai quali esprimo il mio cordoglio e la mia vicinanza. E' davvero assurdo morire in questo modo. So che è stato disposto il sequestro dell'edificio e che la Procura di Arezzo ha aperto un'inchiesta. Le indagini accerteranno lo svolgimento dei fatti e le eventuali responsabilità. In Toscana, tanto stiamo facendo per la sicurezza sul lavoro, ma è certo che c'è ancora tanto da lavorare per aumentare a tutti i livelli la cultura della sicurezza e mettere in atto tutte le misure perché di lavoro non si debba più morire".

Lucia De Robertis vicepresidente del consiglio regionale, esprime "un sincero, profondo cordoglio alle famiglie dei due dipendenti morti questa mattina sul lavoro all'Archivio di Stato di Arezzo".

"Anche questa - aggiunge De Robertis - una morte sul lavoro che ci lascia sgomenti, perché i luoghi di lavoro non possono essere luoghi di morte. Alla magistratura il compito di indagare le cause che hanno prodotto la fuga di gas dal'impianto antincendio. Alle istituzioni deputate il dovere di rafforzare ancora le politiche per la sicurezza nei luoghi di lavoro, sia sul lato della prevenzione, sia sul lato della repressione di comportamenti illeciti che mettono a rischio la salute e la vita dei lavoratori. Un lavoro che la Toscana porta avanti da tempo, nel campo della formazione e dei controlli, attraverso i dipartimenti della prevenzione delle aziende sanitarie. Dipartimenti che svolgono un lavoro straordinario e che, come tutto il comparto sanitario, non dovrebbero fare i conti coi tetti di spesa del personale, come da tempo la Toscana chiede e per cui ha chiesto al Governo di ottenere l'autonomia speciale nella sanità".

Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, commentano così la tragica morte di Bagni e Bruni:

Stiamo toccando l'abisso, sia per il numero dei morti sul lavoro, sia per la concatenazione delle cause di questa strage. Paradossale che sia stato proprio il sistema antincendio, che avrebbe dovuto essere un sistema di sicurezza e non di morte, a provocare la duplice tragedia all'Archivio di Stato di Arezzo". Così Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, commentano la morte di Filippo Bagni e Piero Bruni. "Dagli elementi emersi finora - continuano Fattori e Sarti - sembra che i due impiegati abbiano sacrificato la propria vita, dato lo zelo con cui si sono precipitati a controllare cosa stesse accadendo, una volta scattato l'allarme. Entrambi infatti facevano parte della Squadra di primo soccorso ed emergenza". "Si può morire di lavoro ovunque, ormai anche all'interno della pubblica amministrazione. Certo, però, non è un caso che la fuga di gas sia avvenuta all'interno di un luogo di cultura e conoscenza, settore fra i più colpiti dai tagli alla spesa pubblica in tutti questi anni." "Esprimiamo il nostro cordoglio e dolore alle famiglie di Bagni e Bruni e restiamo in attesa degli sviluppi dell'inchiesta della magistratura. Faremo il possibile perché il loro sacrificio non cada nell'oblìo".

Sulla terribile vicenda è intervenuta anche la senatrice della Lega Tiziana Nisini:

"Esprimo il mio profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Filippo Bagni e Piero Bruni e alle famiglie vanno le mie più sentite condoglianze. Mi auguro che la procura possa fare subito chiarezza sull'accaduto e che la terza persona rimasta ferita e tempestivamente soccorsa dal 118, possa al più presto essere dichiarata fuori pericolo".

"Purtroppo, per l'ennesima volta - affermano Marco Casucci ed Elisa Montemagni, Consiglieri regionali della Lega-dobbiamo piangere delle persone morte sul luogo di lavoro." "Ovviamente, quanto accaduto presso l'Archivio di Stato di Arezzo-proseguono i Consiglieri-verrà valutato dalla Magistratura, ma resta il fatto che è necessario non abbassare mai la guardia su questa delicata problematica che nella nostra Regione è, tra l'altro, particolarmente rilevante." "Non è più ammissibile-sottolineano gli esponenti leghisti-che avvengano fatti di questo genere e ci auguriamo che eventuali responsabilità vengano rapidamente acclarate dagli investigatori." "Occorre, inoltre-concludono Marco Casucci ed Elisa Montemagni-porre anche la massima attenzione nel sensibilizzare i lavoratori su questa persistente criticità che non deve essere, poi, comunque sottovalutata da tutte le parti in causa."

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