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Cronaca

Morì travolta da un camion sulla Sr71: la Procura chiede il rinvio a giudizio di due persone

Verso l'udienza preliminare il trasportatore che guidava il mezzo pesante e l'uomo che guidava un'auto coinvolta nell'incidente

Due richieste di rinvio a giudizio per la morte di Linda Cecconi, la 41enne dipendente del comune di Arezzo che perse la vita in un incidente stradale un anno fa. Sono state avanzate dalla pm Laura Taddei che, come riporta il Corriere di Arezzo, nei giorni scorsi ha formalizzato le accuse nei confronti del guidatore del mezzo pesante che travolse la donna e di un automobilista che la precedeva su quel tratto di strada. I capi di imputazione ipotizzati sono rispettivamente omicidio stradale e concorso in omicidio stradale. Nei prossimi giorni verrà fissata l'udienza preliminare e il gup sarà chiamato a decidere. I due imputati potranno anche chiedere di essere giudicati con procedimenti alternativi come ad esempio il rito abbreviato (che permette lo sconto di un terzo della pena).

Era il 26 ottobre del 2022 quando avvenne la tragedia. Alle 8 del mattino Linda Cecconi stava percorrendo con la sua Lancia Y la Sr 71 in direzione Arezzo per andare al lavoro. All'altezza di Marcena fu travolta da un mezzo pesante che si intraversò sulla carreggiata. Il violentissimo  impatto non lasciò scampo alla donna, che morì sul colpo. Gli accertamenti condotti in seguito (la procura aprì subito un fascicolo d'inchiesta e una perizia è stata compiuta dall'ingegner Fabio Canè) e i rilievi eseguiti dagli agenti della Polizia Municipale di Arezzo fecero luce sulla dinamica. Il camion dopo aver sorpassato una Cinquecento, colpi l'auto che precedeva quella della 41enne: nell'impatto uno pneumatico  scoppiò e il mezzo pesante travolse l'auto di Linda. 

All'automobilista che precedeva la 41enne è contestato di aver viaggiato, a velocità sostenuta, non tenendo strettamente la destra. Ovvero la sua auto sarebbe stata spostata verso il centro della carreggiata. L'uomo, 42enne del Casentino, è assistito dall'avvocato Piero Melani Graverini. Secondo la procura, con la sua condotta avrebbe concorso a causare la tragedia. Al camionista, 59enne umbro difeso dall'avvocato Alessandro Vesi, è contestato di aver viaggiato oltre i limiti di velocità con un carico superiore rispetto a quello autorizzato. 

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