Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Helenia, una manifestazione per chiedere giustizia: "Velocità eccessiva dell'auto che l'ha travolta"

La prossima settimana nuova udienza. Depositata una memoria da parte del legale del fratello: sostiene che la velocità dell'auto che la travolse superasse il limite. Intanto gli amici si sono dati appuntamento di fronte al tribunale di Arezzo

Sono passati quasi due anni da quando Helenia Rapini  perse la vita in un drammatico incidente stradale. Aveva 29 anni e un grande per gli animali che, con lo studio e la passione, era diventato una professione. Il terribile incidente nel quale morì avvenne in via di Ristradella (nei pressi di Olmo), mentre stava andando al lavoro. Un'auto che proveniva in direzione opposta, invase la corsia di marcia dove si trovava la ragazza e la colpì in pieno. 

Quei drammatici ultimi minuti saranno ripercorsi il prossimo 14 settembre presso il tribunale di Arezzo, in udienza preliminare. E la stessa mattina, alle 12,30, si svolgerà una manifestazione per chiedere giustizia per la giovane. Amici, parenti, conoscenti, in tanti chiedono che venga fatta chiarezza sulle cause del terribile incidente. 

Secondo la tesi difensiva, sostenuta dai legali David Scarabicchi e Giulia Brogi, l'uomo al volante dell'auto - un 49enne aretino - che la travolse sarebbe stato colto da un colpo di sonno improvviso a causa di una patologia:  la “Sindrome delle apnee ostruttive del sonno”, conosciuta come Oas. Un perioto, il dottor Giuseppe Macrì, ha illustrato nell'ultima udienza questa malattia. 

Nei giorni scorsi il legale dei familiari di Helenia, l'avvocato Francesco Valli, ha invece depositato una memoria nella quale prende in esame la dinamica che ha portato all'impatto e punta il dito sulla velocità dell'auto condotta dal 49enne. Nella sua ricostruzione l'avvocato sottolinea come il suv dell'uomo  viaggiasse a 70 chilometri orari, in una strada dove il limite è 50. 

"Se la velocità fosse stata inferiore - sostiene il legale - anche l'energia cinetica sarebbe stata inferiore  e la decelerazione subita dall'auto di Helenia sarebbe stata meno violenta e ci sarebbe stata un'alta probabilità di scongiurare la morte. Considerando la velocità elevata anche l’eventuale conferma dell’ipotesi difensiva del malore improvviso non sarebbe sufficiente ad escludere la responsabilità dell’imputato per l’omicidio colposo contestato".

L'udienza preliminare potrebbe concludersi già la prossima settimana e per questo amici e parenti della ragazza hanno deciso di scendere in piazza. "Chiedono verità e giustizia per una ragazza di 29 anni che ha perso la vita". 

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