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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
La sentenza

Morte di Helenia, automobilista assolto "perchè il fatto non costituisce reato"

Il padre: "Deluso, ma andremo avanti sulla nostra strada" e il legale annuncia istanza in corte d'Appello

"Assolto perché il fatto non costituisce reato" questa la decisione del gip Giulia Soldini nei confronti del 49enne che con la sua auto travolse quella di Helenia Rapini, causandone la morte. La sentenza è arrivata in tarda mattinata, dopo una battaglia legale che si è protatta per alcuni mesi. Una decisione che ha lasciato grande amarezza nei familiari della 29enne che perse la vita a Ristradelle il 6 novembre del 2019. "Ci siamo rimasti male, molto male - spiega il padre - soprattutto perché la perizia che avevamo presentato non è stata presa in considerazione. Ma non abbiamo intenzione di demordere, andremo avanti". 

Una vicenda straziante quella di Helenia. La giovane dipendente dell'Enpa morì mentre stava andando al lavoro. Era il primo pomeriggio quando sulla sua Athos stava viaggiando verso Arezzo. All'improvviso un suv che veniva in direzione contraria, guidato da un 49enne aretino, invase la sua carreggiata e la travolse. Helenia morì sul colpo: troppo gravi i traumi riportati. 

In udienza preliminare la difesa del 49enne, rappresentata dagli avvocati David Scarabicchi e Giulia Brogi, ha sostenuto che l'uomo sia affetto da una patologia - la sindrome delle apnee ostruttive del sonno, conosciuta come Osas - che avrebbe causato il fatale colpo di sonno. Una condizione questa  attesata sia con una perizia di parte dal professor Pasquale Macrì, sia  con una relazione del perito scelto dal tribunale stesso, Pier Guido Ciabatti. Ipotesi che è stata accolta dal gup. 

I familiari invece sostenevano una tesi ben diversa: assistiti dall'avvocalto Francesco Valli, si erano rivolti al professor Luciano Tommaso Todisco di Perugia il quale ha stilato una perizia in cui ipotizza quale causa dell'incidente l'utilizzo di un farmaco a scopo terapeutico che avrebbe portato al colpo di sonno.

Oggi la decisione arrivata poco dopo le 13. "Assolto perché il fatto non costituisce reato", in pratica non ci sarebbe stato dolo nell'azione dell'uomo. Tutto sembrerebbe da attribuire ad una tragica fatalità dovuta al colpo di sonno. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni: solo leggendole sarà possibile capire il perché della decisione. 

"Prenderemo visione delle motivazioni appena possibile - afferma l'avvocato Valli - e poi andremo avanti sulla nostra strada: siamo determinati a presentare un'istanza alla procura generale della Corte d'Appello di Firenze"

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