Addio a Giulia Maria Crespi, la fondatrice del Fai "innamorata" di Lucignano

Crespi da circa 50 anni aveva una tenuta in Valdichiana, dove trascorreva molto tempo

Il suo legame con la provincia di Arezzo e con la Valdichiana era fortissimo. Tanto da trascorrere molto tempo durante l'anno nella sua tenuta di Lucignano. La notizia della scomparsa di Giulia Maria Crespi ha colpito molto gli aretini. La fondatrice e presidente onoraria del Fondo ambiente italiano (Fai), infatti, da circa 50 anni aveva intrecciato la sua vita con quella delle terre lucignanesi, dove aveva una tenuta - La Badia - e dove, con la discrezione che la contraddistingueva, aveva contribuito allo sviluppo turistico della cittadina attraverso le iniziative del Fai. Parlava della cittadina alla quale era affezionatissima come di un "borgo particolare", che "racchiude tesori artistici, storici e paesaggistici". Un comune, quello di Lucignano, con il quale ci fu un feeling immediato. 

Chi l'ha conosciuta la ricorda condividendo le parole usate dai suoi collaboratori: "Una creatività inesauribile, una riluttanza per i compromessi, una passione per il dialogo, una singolare unità di ideali e concretezza, una noncuranza per le difficoltà - tanto più stimolanti quanto ardue - e una mai incrinata perseveranza ne hanno fatto una figura impegnativa per chiunque avesse a che fare con lei, ma al tempo stesso un esempio inimitabile e senza sfumature di ideali civici e di passione per la vita, per la cultura e per l’ambiente".

Il cordoglio del Fai

La scomparsa di Giulia Maria Crespi segna un momento cruciale nella storia della Fondazione, e "vena di infinita tristezza l’animo del Consiglio di Amministrazione, del Comitato dei Garanti, della struttura operativa e delle Delegazioni del FAI che a lei con unanime riconoscenza dedicano il più commosso tributo. La chiarezza del suo insegnamento, il solco tracciato, lo stile e l’entusiasmo infuso in qualsiasi cosa facesse indicano senza incertezze la strada che il Fai è chiamato a seguire per il Bene del Paese, fissata nella missione che lei stessa contribuì a definire".

Una vita dedicata all'ambiente e alla cultura

Le idee, le emozioni, lo stile e i fatti che hanno segnato la lunga e operosa vita di Giulia Maria Crespi sono contenuti nella sua autobiografia Il mio filo rosso pubblicata da Einaudi nel 2015. Dopo aver fondato il FAI nel 1975 con Renato Bazzoni, Segretario Generale fino al 1996, ne è stata fino all’ultimo l’anima ispiratrice pur essendo stata affiancata, prima come presidente fino al 2009 e poi come Presidente Onoraria fino a oggi, da figure via via divenute fondamentali nello sviluppo della Fondazione, come, dal 1985, Marco Magnifico oggi vicepresidente esecutivo, da Ilaria Borletti Buitoni Presidente dal 2010 al 2013, da Angelo Maramai Direttore Generale dal 2009 e infine da Andrea Carandini, Presidente dal 2013, oltreché da una struttura operativa e di volontariato che ha ormai raggiunto, per dimensioni e professionalità, il livello di una grande impresa culturale no-profit nazionale.
Essendo stata educata secondo i sani e severi principi della borghesia lombarda in base ai quali «chi ha avuto molto, deve dare molto», frase che Giulia Maria amava ripetere, conosceva, apprezzava e stimolava - da sempre praticandolo in prima persona - il ruolo che il volontariato svolge nella Società civile, sostenendo e incoraggiando l’importante azione che le Delegazioni  del FAI hanno svolto e svolgono, a fianco della struttura operativa, per la maturazione e la crescita della Fondazione.

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