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Tragedia in moto, droga o psicofarmaci nel sangue dell'automobilista che travolse Occhini? Nuova perizia

Se fosse confermato l'uso di droghe, per l'uomo al volante si configurerebbe una pesante aggravante, che potrebbe fargli rischiare anni di carcere 

Quando si mise alla guida nel suo sangue erano presenti benzodiazepine: sostanze psicotrope che si trovano sia negli stupefacenti sia nei farmaci anestetici e nei più comuni ansiolitici. Sostanze che potrebbero aver alterato la percezione dell'uomo che nel luglio del 2020 perse il controllo della sua Focus, uscì di carreggiata e si scontrò con una moto. Uno schianto terribile, nel quale morì un giovane padre:  Enrico Occhini.

L'udienza preliminare va avanti e il gip Giulia Soldini ha deciso lo scorso 28 aprile di fare una ulteriore perizia per accertare se l'uomo,un 30enne di origini albanesi sul quale pende l'accusa di omicidio stradale, fosse sotto l'effetto di stupefacenti oppure no. Per questo nella prossima udienza (fissata per il 5 maggio) verrà conferito l'incarico ad un consulente.  Se fosse confermato l'uso di droghe, per il 30enne si configurerebbe una pesante aggravante, che potrebbe fargli rischiare vari anni di carcere nonostante la scelta del rito abbreviato che permette di avere uno sconto di un terzo della pena. 

Il legale dell'automobilista, Alessandro Mori, ha presentato nelle scorse udienze due consulenze tecniche nel tentativo di contenere le accuse. Si tratta di una relazione sulla dinamica dell’incidente e una per mettere in dubbio l’assunzione di sostanze psicotrope. A questo punto la parola passerà al consulente del gip. 

I familiari, difesi dagli avvocati Osvaldo Fratini e Marta Tofani, non potranno essere presenti in aula: in sede civile hanno già ricevuto un risarcimento dall'assicurazione e non possono dunque prendere parte al procedimento in sede penale. 

La pena per l'omicidio stradale

L'uomo ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato e rischia una pena che, se venissero provate le aggravanti, andrebbe dai 5 ai 10 anni di carcere. Secondo l'accusa, al momento della tragedia sarebbe stato in stato di ebbrezza: nel sangue è stata rilevata la presenza di 0,7 milligrammi/litro di alcol. Per quanto riguarda invece l'uso di sostanze psicotrope, la difesa sostiene che fossero state trovate nel sangue del 30enne perché presenti nei medicinali iniettati durante i soccorsi. Una questione complessa, che il gip vuole chiarire attraverso una nuova perizia. 

La tragedia

La morte di Occhini lasciò sgomenta l'intera città. Il giovane, conosciuto e stimato, ha lasciato la giovane moglie, la figlioletta, i genitori e le sorelle. La tragedia avvenne il 31 luglio del 2020 sulla statale 73, alle porte della città. Erano le 19,45 quando la moto si scontrò contro una Ford Focus a bordo della quale c'erano due trentenni. Uno schianto terribile: a nulla valsero i tentativi di salvare il giovane. Le ferite riportate erano troppo gravi. 

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