Addio a Paola Nepi, scrittice che si è battuta per il biotestamento

Ad annunciare la scomparsa è stato il marito Richard Ingersoll. Nepi era malata di Sla e si è battuta a lungo per l'approvazione della legge sul fine vita

Si è spenta ieri, a 78 anni,  Paola Nepi, scrittrice di Montevarchi da lungo tempo costretta all'immobilitàa causa della distrofia muscolare.

Nepi era balzata nelle cronache negli ultimi anni per la sua battaglia per l'approvazione della legge sul fine vita e sul testamento biologico. Nata a Montevarchi, a 9 anni fu costretta a fare i conti con i primi segni della malattia. Ad annunciare la scomparsa è stato il marito Richard Ingersoll.

Il 24 novembre 2017 nella sua casa montevarchina si recò in visita anche l'ex premier Matteo Renzi - ricorda l'agenzia AdnKronos-, allora impegnato in un tour politico in treno in lungo e in largo per l'Italia.

"È stata una esperienza toccante - riferì Renzi ai giornalisti - Paola parla con un filo di voce e chiede la legge sul fine vita. Mi ha detto 'ora anche voi cattolici la dovete fare, perché ve lo chiede il Papa'".

Paola Nepi aveva anche scritto e diffuso una lettera aperta per chiedere alla politica maggiore attenzione anche sul tema della professionalizzazione delle badanti e nell'assistenza domiciliare ai malati.

"Lunga la sua produzione letteraria -spiega AdnKronos -, scritta grazie a un mouse speciale che 'sentiva' il movimento del suo dito: nel 2007 Paola Nepi pubblicato la sua prima una raccolta di poesie, "La ragione del dolore", poi il racconto "Storie di Via Cennano", nel 2010; nel 2012 è uscito "Le mani addosso", dedicato all'assistenza domiciliare e scritto in forma di monologo e portato in teatro. E' stata pubblicata quest'anno l'autobiografia "Cromosoma 4. Storia di uno sbaglio di natura" (Aska edizioni). Nel 2017 aveva inviato all'Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano la sua autobiografia "Lo strappo", con cui arrivò finalista al Premio dei Diari."

A un passo dalla morte, Paola Nepi ha accettato di vivere ancora grazie alla ventilazione artificiale. Lo ha raccontato lei stessa nella sua autobiografia:  "Per continuare a parlare col mio io profondo, scrivo con un solo dito ed un mouse speciale e l'intesa fra il mio dito e lunico tasto che riesco a pigiare ancora va, non so fino a quando ma non ci penso. Confesso però che ora sono stanca, sfinita, non depressa, non triste. Vorrei però andarmene serenamente, quasi in allegrezza non più esistere e, datevi pace, la vita nel bene e nel male riserva sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio e qualcosa di blu".

Commovente il saluto di Enzo Brogi che in un post sul proprio profilo Facebook l'ha ricordata così:

Leggo che quella donna bellissima e impossibile si è liberata da quella gabbia che la conteneva da oltre 13 anni. E' entrata, come mi aveva scritto, nella bocca del drago e lo ha fatto, come voleva, con la bocca dolce.

Paola  sono certo che il nostro Paradiso oggi sarà radioso nell'accoglierti. Noi molto più poveri. A me mancheranno le cose fatte assieme. Ricordi "le mani addosso". Mancheranno i tuoi messaggi ed anche i tuoi rimproveri per le cose che non andavano come tu pretendevi. Ho subito ripreso il tuo ultimo libro.

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