Cronaca

Morta in un casolare a Cesa, chiesti 8 anni per l'uomo che portò la droga

Era morta a soli 19 anni all'interno di un casolare della Valdichiana. Oggi il pm di Arezzo Angela Masiello ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione per Jbeil Moez, nordafricano imputato nel processo per i reati di spaccio e omicidio colposo...

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Era morta a soli 19 anni all'interno di un casolare della Valdichiana. Oggi il pm di Arezzo Angela Masiello ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione per Jbeil Moez, nordafricano imputato nel processo per i reati di spaccio e omicidio colposo.

La giovane di Sansepolcro, Sara Smhai, originaria del Marocco, morì di overdose, un anno e mezzo fa.

Assieme al fidanzato che oggi risulta irreperibile e a Jbeil Moez si trovava, nel marzo 2017, in una abitazione presa in affitto a Cesa, nel comune di Marciano della Chiana.

I due ragazzi avevano portato cocaina ed eroina, durante la serata fu consumato anche dell'alcol. Nel corso della prossima udienza, fissata per il 24 luglio,m saranno ascoltati i consulenti incaricati per l'autopsia, affinché possa essere fatta chiarezza sulle cause del decesso.

La famiglia della 19enne scomparsa si è costituita parte civile ed è assistita l'avvocato Sabina Senatore.

LA TRAGEDIA

Sara fu trovata l'11 marzo del 2017, in tarda mattinata, dalla proprietaria di una villetta di Cesa. Era arrivata lì due giorni prima, insieme a due uomini - magrebini - che avevano affittato la casa. Il giorno in cui avrebbero dovuto riconsegnare le chiavi nessuno si presentò e così la proprietaria decise di andare a vedere cosa era accaduto. Una volta entrata in casa si è resa conto del dramma. La giovane fu trovata riversa sopra ad un letto, avvolta solo in un asciugamano. Subito sono stati chiamati i soccorsi, ma per la ragazza non c'era nulla da fare. La morte sarebbe sopraggiunta nel cuore della notte. Nell'abitazione furono trovati residui di marijuana fumata, numerose bottiglie di birra e una confezione vuota di pillole anti depressive. Un quadro che fece supporre agli investigatori, coordinati dalla pm Angela Masiello, che prima della morte si sia consumato una sorta di festino. L'autopsia, disposta dalla procura, chiarì che la morte fu causata da un mix di sostanze, farmaci e alcol.
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