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Muore durante il festino in casa: caccia al pusher

Continua la caccia al secondo uomo che l'11 marzo del 2017 si sarebbe trovato nella villetta di Cesa dove perse la vita la 19enne di Sansepolcro

Un nome ed un cognome adesso ci sono. Ma di lui, invece, nessuna traccia.
Il secondo uomo accusato per la morte di Sara Smahi, 19enne morta in seguito all'assunzione di sostanze stupefacenti durante un festino all'interno di una villetta a Cesa, adesso ha un volto.
Ha 31 anni è tunisino e il suo nome è Bechir El Brahmi. Di lui però, malgrado sia da tempo ricercato su tutto il territorio nazionale della forze dell'ordine, non ci sono tracce.

L'11 giugno prossimo è stata fissata la data dell'udienza nella quale dovrebbe comparire il 31enne magrebino accusato di spaccio di sostanza stupefacente e morte in conseguenza di altro reato.
A quanto parte l'uomo era il fidanzato della giovane che l'11 marzo del 2017 andò con lui e con Jbeil Moez, magrebino 22enne, nella casa di Cesa. A stroncarla un mix di eroina e cocaina. Venne trovata all'interno dell'abitazione, ormai priva di vita completamente nuda sul letto.

Il 22enne poco dopo venne rintracciato e condannato a otto anni di reclusione dell'altro uomo invece, nessuna traccia.

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