Cronaca

Morì sui binari dopo che la porta del convoglio si aprì, perizia svela: "treno difettoso"

Scese dal treno e morì travolto da un altro convoglio per colpa di una porta difettosa. E' quanto emerso dalla perizia svolta, su incarico della Pm Alessandra Falcone, dall'ingegner Paolo Toni secondo la quale all'origine del drammatico incidente...

Tribunale-Vela

Scese dal treno e morì travolto da un altro convoglio per colpa di una porta difettosa. E' quanto emerso dalla perizia svolta, su incarico della Pm Alessandra Falcone, dall'ingegner Paolo Toni secondo la quale all'origine del drammatico incidente nel quale perse la vita Francesco Lupi (82enne aretino di ritorno da Roma) ci fu un deficit nella progettazione, costruzione e gestione del sistema di lateralizzazione delle porte. Ovvero non funzionava il sistema ostativo per proteggere l'utente.

FU così che in quella tragica sera del gennaio 2013, la porta del treno sul quale viaggiava l'82enne si aprì prima di arrivare in stazione. E fu così che l'uomo scese lungo i binari dove un secondo convoglio lo travolse e lo uccise.

La perizia sembra chiarire dunque un aspetto fondamentale dell'intera vicenda che adesso sta trovando il suo epilogo nelle aule di un tribunale. Per quanto riguarda il procedimento penale sono indagati i macchinisti e il capotreno che quel giorno erano alla guida del convoglio. Poi c'è un procedimento civile intentato dalla figlia e dal nipote di Lupi: i familiari, assistiti dall'avvocato Niki Rappuoli, chiedono 350mila euro euro di risarcimento a Trenitalia.

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