Cronaca

Morì per un'esplosione nel cantiere dove stava lavorando, via al processo

Si è celebrata questa mattina la prima udienza del processo per la morte di Sauro Zappalorti, operaio di una ditta edile, deceduto in via Toniolo nel 2010. Sul banco degli imputati c'erano il titolare dell'azienda e due tecnici. Una udienza che...

Tribunale - Vela-3

Si è celebrata questa mattina la prima udienza del processo per la morte di Sauro Zappalorti, operaio di una ditta edile, deceduto in via Toniolo nel 2010. Sul banco degli imputati c'erano il titolare dell'azienda e due tecnici.

Una udienza che però non è entrata nel cuore della vicenda ma si è fermata agli aspetti tecnici. Dalla calendarizzazione alla presentazione dei testi da sentire in aula. Poi è stato rimandato tutto a dicembre quando saranno sentiti i primi testi del pubblico ministero.

LA VICENDA

Era il dicembre del 2010 quando il 49enne, di Abbadia di Montepulciano (Siena), aveva il ruolo di capocantiere in una impresa edile di Torrita di Siena che si stava occupando della ristrutturazione di una palazzina in via Toniolo, ad Arezzo. E proprio in quel cantiere una bombola da 15 litri di gas propano (usato per asciugare le pareti imbiancate) iniziò a perdere e la fuoriuscita saturò, in breve, l'aria di uno dei locali della palazzina. Un'improvvisa scintilla, che indagini successive non sono state in grado di attribuire, determinò l'esplosione e il conseguente crollo del tetto della struttura. Un incidente che fu fatale per il 49enne.

Al termine dell'inchiesta la procura chiese l'archiviazione, i familiari di Zappalorti (l'operaio lasciò la moglie e il figlio) assistiti dall'avvocato Antonio Bonacci hanno fatto riaprire il caso.

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