Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Morì dopo le botte, nessuna svolta dopo l'esame del dna sulle tracce ematiche trovate a casa di Pagni

Le tracce biologiche raccolte dalla Scientifica sono troppo deteriorate: non è possibile ricavare il dna dai campioni ematici prelevati in via del Saracino, nell'abitazione dove Gastone Pagni fu trovato in gravi condizioni dopo un pestaggio...

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Le tracce biologiche raccolte dalla Scientifica sono troppo deteriorate: non è possibile ricavare il dna dai campioni ematici prelevati in via del Saracino, nell'abitazione dove Gastone Pagni fu trovato in gravi condizioni dopo un pestaggio. Nessuna prova principe dunque che possa attestare la presenza dell'unico indagato, un tunisino di 41 anni, all'interno dell'abitazione al momento dell'aggressione. La notizia, pubblicata stamani dal Corriere di Arezzo, fa fare un passo indietro alle indagini.

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, condotte dalla Squadra mobile di Arezzo, il 41enne nel luglio del 2015 potrebbe essere entrato nell'abitazione del 55enne aretino in via del Saracino, dove si consumò il pestaggio. Pagni fu ritrovato il 9 luglio, in gravi condizioni. Morì un mese dopo: il suo fisico, già debilitato, non riuscì a superare i traumi provocati dalle botte.

Sul tunisino pende l'accusa di omicidio preterintenzionale, formulata dal Pm Angela Masiello che si occupa del caso. Dall'esame del dna era attesa una svolta del caso: invece le indagini dovranno proseguire senza questo importante riscontro.

LA VICENDA

Pagni fu trovato riverso a terra nella propria abitazione di via del Saracino dai vigili del fuoco di Arezzo. Ad allertarli fu un infermiere che da qualche giorno lo assisteva, ma che quel 9 luglio non riusciva a contattarlo. Soccorso dal 118, il 55enne fu portato all'ospedale San Donato, dove rimase fino al 10 di agosto. Un mese di convalescenza. Poi fu trasferito in una residenza sanitaria. Dopo pochi giorni però si sarebbe reso necessario un secondo ricovero al San Donato. Qui è spirato la notte tra il 18 e il 19 agosto.

La pm Masiello dispose l'autopsia dalla quale emerse che Pagni aveva un fisico provato, reso fragile da situazioni pregresse: un quadro clinico complesso. Le percosse ricevute furono violente, tanto da rendere necessaria una degenza in ospedale: riportò infatti un importante trauma cranico con emorragia cerebrale, un trauma maxillofacciale e uno alla spalla. Lesioni giudicate guaribili dai sanitari in 20 giorni, tutti trascorsi in ospedale, tra le Scotte di Siena e il San Donato di Arezzo. E proprio l'allettamento avrebbe aggravato la situazione in cui versava, fino al decesso.

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