Cronaca

Morì in un casolare a Cesa, condanna dimezzata in appello per il fidanzato

Sara Smahi fu trovata senza vita dentro un casolare dove aveva trascorso una notte con droga e alcol. L'uomo che era con lei, accusato di spaccio e morte in conseguenza di altro reato, ha ottenuto uno sconto di pena

I giudici di Firenze hanno dimezzato la pena per Jbeil Moez, il 22enne magrebino condannato in primo grado per la morte della fidanzata Sara Smahi, avvenuta nel marzo 2017 in un casolare di Cesa, nel comune di Marciano della Chiana. La corte d'appello ha confermato la condanna a due anni per la morte in conseguenza di altro reato, mentre ha ridotto da quattro a due anni quella per spaccio di droga. 

Il caso comunque non è chiuso definitivamente. C'è un secondo uomo accusato per la morte di Sara: ha 31 anni, è tunisino e il suo nome è Bechir El Brahmi. Lui però, malgrado sia da tempo ricercato su tutto il territorio nazionale dalle forze dell'ordine, è ancora latitante.

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